Pollina capitale del PD siciliano

A parte il successo del M5S che è stato capace di parlare alla gente, in un panorama sconfortante per il PD in Sicilia nei risultati delle ultime elezioni, c’è un’”isola rossa” che dà molto da pensare e dovrebbe far riflettere i dirigenti regionali e provinciali del PD siciliano. Si tratta del territorio delle Madonie, in particolare il versante settentrionale con centro in Pollina e Castelbuono. Qui le percentuali raccolte dal PD e dal SEL sono da roccaforte toscana o romagnola e il M5S non sfonda come altrove.

Mentre Bersani perde anche nel proprio paesino d’origine (Bettola, con il centrosinistra al 31.6% e il centrodestra al 41,5%) Magda Culotta stravince, anzi, spopola nel suo centro d’origine (Pollina) schiacciando sia il PDL che il Movimento 5 Stelle sotto una valanga di voti. A Pollina il PD raggiunge il 43% e la coalizione del centrosinistra il 46,2% mentre il M5S si ferma al 16%. A Castelbuono il PD è di gran lunga il primo partito con il 30,2% dei consensi e il centrosinistra raccoglie il 32,2%. E ancora a San Mauro Castelverde il PD ottiene il 31%, a Gratteri il 34,1% a Geraci  il 32,2%, a Gangi il 22,5%. A Isnello la coalizione di centrosinistra arriva addirittura al 48%, anche se là è il SEL a tirare il carro con il 30% e il PD segue con il 18%.(Nella foto di Giuseppe Angilello, Pollina, tratta dalla pagina del gruppo Facebook “Amici di Pollina”).

Forse è il successo di chi è veramente una novità e porta avanti una politica della gente comune e con la gente comune? A noi sembra proprio di sì. I dirigenti regionali e locali del PD siciliano si sono resi conto di questo dato? Trarranno le dovute conseguenze? Al momento non è dato sapere.

Si potrebbe obiettare: laddove ci sono candidati del PD “locali” che hanno un proprio elettorato il PD vince. Invece non è così. Se andiamo a Mussomeli e a Caltanissetta, roccaforti di Daniela Cardinale, dovremmo avere percentuali simili. Invece il PD si ferma al 19% o poco più. Non è un gran risultato, forse dovuto anche a lotte intestine del PD molto evidenti fin dalle primarie.

Allora un fatto è certo: laddove il PD si è realmente rinnovato con un candidato giovane e siciliano che vince alle primarie e soprattutto dialoga direttamente con il cittadino, l’elettore ha risposto, anche con un entusiasmo che va oltre le attese e le medie tipiche della Sicilia, nonostante lo tsunami del M5S e la tenuta del centrodestra.

Il successo nei territori vicini al centro di Pollina è evidente. Persino a Cefalù, roccaforte storica del centrodestra e della senatrice del PDL Simona Vicari, il PD, con il 24,1% è andato ben oltre la sua media dell’Isola che è stata del 18,6%.

Insomma, sembra che la nuova capitale del PD, per lo meno nella provincia di Palermo, sia ormai Pollina e non più Palermo. D’altronde era evidente sin dai risultati delle primarie.

Basterà a lanciare una vera riflessione all’interno del PD siciliano? Trarranno le dovute conclusioni i dirigenti regionale e provinciale? Staremo a vedere.


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A parte il successo del m5s che è stato capace di parlare alla gente, in un panorama sconfortante per il pd in sicilia nei risultati delle ultime elezioni, c’è un’”isola rossa” che dà molto da pensare e dovrebbe far riflettere i dirigenti regionali e provinciali del pd siciliano. Si tratta del territorio delle madonie, in particolare il versante settentrionale con centro in pollina e castelbuono. Qui le percentuali raccolte dal pd e dal sel sono da roccaforte toscana o romagnola e il m5s non sfonda come altrove.

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