Pezzi di… De Gregori

Ieri, all’ Hotel Excelsior, Francesco De Gregori ha incontrato
i ragazzi del Rimmel Club… e, tra loro, c’eravamo anche noi studenti di
Tecnica  del giornalismo del corso
della professoressa Lombardo.

 

Occhiali da vista, bombette nera,
barbetta incolta, camicia lilla: ecco come si presenta Francesco De Gregori
seduto sul divano, con un bicchiere di vino in mano.

 

Grande è la nostra
emozione quando ci invita ad avvicinarci: molti di noi sono cresciuti con le sue
canzoni. “Sei cresciuta bene!”,
risponde baciando la mano ad una di noi, che glielo confessa timidamente.
La sua grandezza
artistica, quindi, c’era già nota, ma il nostro stupore esplode quando ci
troviamo di fronte un uomo che sfiora il metro e novanta, disponibile,
sorridente: in poche parole non “orso”, come lui stesso si definisce. Dall’
angolo privato, nascosto da un separè, ci trasferiamo nella sala dove ad
attenderlo, ci sono i ragazzi del Rimmel Club, il primo “club di amici”
interattivo che, per sua stessa ammissione, ha avuto il merito di riportarlo
alla normalità. La sua espressione
sembra quella di un bambino alle prese col suo giocattolo preferito, non appena
afferra la chitarra e intona una delle canzoni del suo ultimo album
“Pezzi”.

 

C’è fermento tra i
presenti: tutti hanno una domanda da porgli. Come da copione, si inizia con i
ringraziamenti di un ragazzo per quest’ora concessa, ma De Gregori che è un
poeta,  replica: “Sono venuto a
prendere, non a dare…”.

 

Grazie all’ambiente
riservato, si mette a nudo parlando di sé, del suo passato, della musica, del
suo rapporto con i giovani, di quello con i “grandi”, suoi contemporanei (De
Andrè, Martini, Dalla, Daniele, Battiato), deliziandoci con aneddoti divertenti,
talvolta esilaranti.

 

Leggendo fra le righe,
il cantautore fa fatica a parlare di emozioni, una parola che a suo avviso si
usa un po’ troppo: “Bisognerebbe lasciarla lì, altrimenti si
rovina”.

 

E’ contento di essere
un artista, ha il privilegio, in quanto tale – dice – di essere libero, di
vedere oltre, proprio perché staccato dalla realtà. Ed in questo si percepisce
l’ insegnamento di Pasolini, “ un artista che amava così tanto l’Italia da
criticarla in maniera feroce, al punto da essere definito anti-italiano”. E
proprio in suo onore, De Gregori aprirà i concerti del suo prossimo tour, che
partirà da Palermo il 17 maggio, con “A
Pa’”.

 

Con l’appuntamento al
concerto nel capoluogo siciliano, si conclude un incontro in cui De Gregori ci
ha regalato “pezzi” di sé…

 

Erminio
Avanzato

Fabio
Galluzzo

Orazio
Giuntini

Loredana Gravina


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