Particolarità dei concerti brandemburghesi di J.S.Bach

E’ UN COMPOSITORE IN CUI LA TONALITA’ MINORE PREVALE SU QUELLA MAGGIORE

di Giovanni Albanese

L’opera, forse, più popolare o veramente, se vuoi, semplicemente più nota di J.S.Bach è i “Concerti brandembughesi, la quale è, probabilmente, anzi certamente, in controtendenza all’opera omnia del summentovato maestro.

Il fatto sta che qualsivoglia compositore abbia composte più opere in tonalità maggiore che in tonalità minore; è altresì arcinoto che le tonalità maggiori esprimono gioia di vivere, gaudio, letizia, tripudio,là dove le minori mestizia, tristezza et cetera esternano.

J.S. Bach è l’unico compositore, il quale, sì numericamente e sì sotto l’aspetto estetico le composizioni in tonalità minore, prevalgono su quelle in tonalità maggiore.

Palese è che il sommo maestro d’Eisenach esprima sé stesso meglio nell’espressione d’una gravità pensierosa e meditabonda: sarebbe questo un tratto preromantico d’un artista, il quale morì esattamente a mezzo il secolo XVIII, preludente a’ “Night thougths or complaint”di Edward Young, alla “Elegy written on a Country Churchyard” di Thomas Gray, alle poesie d’Ossian mirabilmente converse in italiano da Melchiorre Cesarotti?

Come mai, dunque, vien fatto di domandarsi, sì fatte caratteristiche non si trovano in compositori vissuti nella seconda metà del XVIIIsecolo, in uno Haydn, in un Mozart?

Sia comunque esser vogliasi, i concerti brandemburghesi sono l’unica opera di Bach interamente scritta in tonalità maggiore.

Ad ogni modo, ”ex ungue leonem (videlicet agnoscas)”: que’ sei concerti brandemburghesi sono sei gioielli di suprema bellezza, i quali, tuttavolta, difficilmente si intendono al primo ascolto, sì bene postulano un reiterato ascolto, innanzi che il loro sapore sia appieno gustato.

Gli è che poco o non punto rileva, se la grandezza di cotale e cotanto compositore si esprima in tonalità maggiori o minori.


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