Palermo vista da nove donne tra passato e presente

DOMANI, A SALA DELLE LAPIDI, SPETTACOLO CURATO DALL’UNIVERSITA’ DEL TEMPO LIBERO. I TESTO – “IL VECHCIO IN CAMPAGNA” – E’ DI FRANCO CAROLLO

“Il Vecchio in campagna” è uno spettacolo che si terrà domani, lunedì 16 dicembre, alle 17,00, presso Sala delle Lapidi di Palazzo delle Aquile, sede del Consiglio comunale di Palermo.
L’iniziativa proposta dall’U.T.L.E. Università Europea del Tempo Libero, “per un teatro d’impegno civile” è presentata nell’ambito delle iniziative promosse per la “Giornata Mondiale per i diritti dell’Uomo” che si è svolta in tutto il mondo il 10 dicembre e che avrà una prosecuzione con questo appuntamento presso la Sala del Consiglio Comunale.
Il nuovo testo teatrale di Franco Carollo accende i riflettori sul tema della difesa della memoria storica mentre -legittimamente- nuove presenze e nuove memorie incalzano e ricercano spazi fisici e culturali .

“Il vecchio in campagna” – come un filatelico o un numismatico – raccoglie pezzi staccati di memoria, racconti ascoltati per strada e si impegna a trasmetterli al nipote-barbiere che (forse) si farà carico di rilanciarli a futura memoria.
“Il vecchio in campagna” non è maschera di alcunché, piuttosto esercita l’ostinata voglia di raccontare, di creare memoria nel momento in cui sempre minore sembra il recupero delle pietre miliari, e sempre maggiore la cessione degli spazi. E’ intervistatore (fuori da ogni unità di luogo e di tempo) di singoli personaggi femminili le cui storie si sono in qualche modo intrecciate con la storia di Palermo: Franca Florio, Cristina Parrinello, Margherita Clèsceri, Francesca Serio Carnevale, Rosa La Barbera, Felicia Bartolotta Impastato, Emanuela Setti Carraro, Francesca Morvillo, Rita Atria.
Nove donne colte mentre, raccontando il loro quotidiano stanno per restarne drammaticamente segnate. In una emblematica affollata “agorà” : perché della loro presenza il “vecchio in campagna” non vuole prescindere.
Quando queste realtà – distribuite in un arco temporale dal 1930 al 2004 – saranno uscite dalla loro “singolarità” e si saranno costituite come “Coro” (di rabbia e di impegno), sulla scena si presenta un nuovo personaggio. Profuga dalla dittatura e profuga dal mare? Sopravvissuta al naufragio?Immigrata, extracomunitaria ? Solo legittima portatrice di memoria.

Per questo si potrà unire al Coro di quelli che si danno appuntamento per lanciare un fiore sul mare del naufragio e della dimenticanza.

Con Anacreonte La Mantia, Fausto Lo Verde, Rosaria Pandolfo, Luciana Zerilli, Laura Scandura, Eufemia Arancio, Maria Pia Giardelli, Loredana Calaciura, Grazia AmatoAnna Arancio, Federica Maggì, Lazarine N’guessan. E con Claudia Mellina e Giulia Patania

La partecipazione allo spettacolo è libera.


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