Palermo, scongiurata la retrocessione in serie C Rosa sanzionati con venti punti di penalizzazione

Scongiurata la retrocessione in serie C, richiesta in primo grado dal Tribunale Federale Nazionale. La Corte Federale d’Appello ha inflitto al Palermo venti punti di penalizzazione nel campionato di serie B appena concluso. Il club di viale del Fante era accusato di illecito amministrativo e in primo grado la richiesta era stata veramente pesante, con i rosa che avrebbero pagato con il declassamento all’ultimo posto in classifica e la conseguente retrocessione nella terza serie nazionale. La sentenza di secondo grado ha dunque effetti immediati sulla classifica: il Palermo termina la stagione 2018/19 all’undicesimo posto con 43 punti, alla pari con Ascoli e Crotone. Con la permanenza dei rosa in cadetteria, il Foggia retrocede con Padova e Carpi, mentre i play out si disputeranno tra Venezia e Salernitana (che ha già preannunciato che si tutelerà in ogni grado di giudizio).

La sentenza di secondo grado annulla di fatto quella inflitta dal Tribunale Federale Nazionale. La conferma arriva anche dalla nota ufficiale dalla Lega B che di fatto, anche sui social, ha ridisegnato la classifica dopo le polemiche conseguenti alla retrocessione immediata all’ultimo posto che sulla pagina Facebook aveva fatto discutere molto: «Venti punti di penalizzazione in classifica – si legge nel comunicato – nel campionato di Serie BKT appena concluso: è questa la sentenza della Corte di appello della Figc per il Palermo, accusato di illecito amministrativo. La squadra siciliana era stata condannata in primo grado alla retrocessione in C».

La Corte d’Appello ha sostanzialmente dichiarato inammissibili gli interventi proposti da Benevento, Lega B, Salernitana e Sporting Network, ma ha accolto parzialmente il ricorso del Palermo, rideterminando la sanzione in venti punti di penalizzazione da scontare appunto nella stagione appena conclusa e un’ammenda di cinquecentomila euro. Inoltre ha anche ridotto la sanzione inflitta a Giovanni Giammarva, ex presidente rosanero, da due a un anno, e anche quella precedentemente comminata ad Anastasio Morosi (ex presidente del collegio sindacale) da cinque a tre anni. 


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