Palermo, Pescara in difficoltà ma Tedino non si fida «Sono una squadra arrabbiata e che vuole riscattarsi»

Discontinuità-continuità, friabilità-solidità, instabilità-stabilità. Questo breve campionario di contrari offre un’immagine nitida del match tra Pescara e Palermo in programma domani sera alle 20,30 nell’anticipo della tredicesima giornata del campionato di serie B. Allo stadio Adriatico si affrontano due squadre che, pur avendo delle analogie dal punto di vista della cifra tecnica, hanno delineato finora delle traiettorie diverse e lanciato segnali diametralmente opposti. Alla compattezza dei rosanero, sancita dal primato solitario in classifica e dal dato relativo alla migliore difesa del torneo con nove gol subiti, fa da contraltare l’inaffidabilità della formazione abruzzese. Una squadra condizionata da troppi alti e bassi e che non si è ancora sintonizzata sulle frequenze del tecnico Zeman.

Indecifrabile la compagine biancoceleste, pericolosa in attacco ma vulnerabile in fase difensiva come dimostrano la sconfitta interna per 3-0 rimediata sabato scorso contro il Brescia (secondo ko consecutivo dopo quello contro l’Empoli nel turno infrasettimanale) e, in generale, la facilità con la quale in questa prima porzione del campionato ha subìto delle rimonte clamorose gettando al vento delle vittorie che sembravano ormai acquisite. Caratteristica tipica delle squadre di Zeman (nato a Praga ma palermitano d’adozione) anche se, mettendo sul piatto della bilancia gli aspetti sia negativi che positivi, questo Pescara non sembra ancora una squadra plasmata ad immagine e somiglianza del boemo. Tecnico che ha bisogno di tempo per trasmettere ai giocatori le sue idee e che, in caso di successo del Palermo (grazie al quale i rosa consoliderebbero il primo posto celebrando nel migliore dei modi i 117 anni di fondazione del club, ricorrenza festeggiata l’1 novembre sul sito ufficiale attraverso una serie di iniziative social), rischierebbe seriamente l’esonero.

Il Pescara, undicesimo a quota 16 punti assieme ad altre tre squadre, fatica ad emergere dal cono d’ombra nel quale si è infilato ma Tedino non si fida del momento di difficoltà degli abruzzesi: «È capitato più di una volta, in questo campionato, di affrontare squadre reduci da momenti non semplici – ricorda il tecnico friulano – chi arriva da una sconfitta si tira su le maniche e cerca in ogni modo di riscattarsi subito. Ecco perché, contro un Palermo primo in classifica (e reduce da due vittorie di fila, ndr), mi aspetto un Pescara arrabbiato. Una squadra temibile e che ha i mezzi per disputare un campionato importante». Stimolante il confronto con Zeman: «Lui è unico e inimitabile dal punto di vista tecnico. Lo considero un maestro, un allenatore che ha sempre sviluppato un calcio propositivo e ricco di emozioni riuscendo nella maggior parte dei casi a rigenerare giocatori o a metterli nelle condizioni di esprimersi al massimo». Missione che, con gradualità, sta cercando di portare a termine sulla panchina del Palermo anche l’ex allenatore del Pordenone: «Io mi sento sempre sotto esame perché nella vita è giusto mettersi in discussione non accontentandosi mai. Sono orgoglioso di avere iniziato questo progetto a Palermo e di allenare questi ragazzi con i quali ho instaurato un ottimo rapporto».

La lista dei convocati, di cui fa parte anche l’esterno offensivo della Primavera, Rizzo, comprende ventuno giocatori. Nel lungo elenco degli indisponibili figura anche il portiere Pomini, out a causa di un forte trauma contusivo al piede sinistro (rimediato oggi durante la rifinitura e da valutare nei prossimi giorni) con interessamento capsulo legamentoso. Rispetto alla formazione scesa in campo sabato scorso in casa contro la Virtus Entella, l’unica novità nell’ambito del 3-5-1-1 dovrebbe essere l’impiego del palermitano Fiordilino al posto di Morganella (perfettamente riuscito l’intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro che il numero 17 rosanero ha effettuato martedì a Novara) sulla corsia di sinistra.


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