Palermo, ora è gelo tra Di Piazza e i Mirri «Sono sorpreso, bocciata una mia proposta»

I sospetti, alimentati peraltro dalle dimissioni di Di Piazza accettate dal Cda, erano fondati. Nel Palermo ci sono due anime: una è quella formata dai due Mirri (il presidente Dario e il padre Daniele) e dall’amministratore delegato Sagramola, l’altra fa riferimento all’ormai ex vicepresidente, in aperto contrasto con i soci di maggioranza. Attraverso un comunicato pubblicato sul suo profilo Facebook, nel quale ha voluto prendere l’iniziativa sintetizzando l’andamento del Cda di Hera Hora (la società che controlla il club rosanero) tenutosi giovedì, Di Piazza ha fatto capire che, soprattutto in questo momento, non ci sono i margini per ricomporre la frattura evidenziando, anzi, nuove problematiche e conflittualità.

«Dopo ormai due giorni dalla conclusione del Cda della società Hera Hora srl proprietaria al 99 per cento della SSD Palermo – scrive l’imprenditore italo-americano rimasto come consigliere e in possesso del 40 per cento delle quote – continuando a ricevere innumerevoli richieste di notizie e chiarimenti in merito a quanto accaduto, non avendo la società rilasciato alcun comunicato che riportasse fedelmente quanto successo, al contrario di quanto convenuto, al fine di evitare nuovi fraintendimenti specifico che oltre all’esame e all’approvazione del progetto di bilancio della società Hera Hora srl relativo all’anno 2019 si è discusso sulla cifra dell’ulteriore versamento di denaro da eseguire a favore di Palermo SSD in esecuzione dell’aumento di capitale di quest’ultima».

E qui i nodi sono venuti al pettine. «Con grande sorpresa ho constatato che gli altri consiglieri Dario e Daniele Mirri, a maggioranza, hanno bocciato la mia proposta di versare immediatamente, entro 72 ore, ognuno per la sua quota, l’intero capitale sociale sottoscritto in Hera Hora per 15 milioni così da dotare a sua volta la SSD Palermo di tutte le somme necessarie per coprire il budget approvato lo scorso martedì e sostenere ulteriori investimenti finalizzati a fare del Palermo una squadra sempre più forte e solida, così come merita la sua tifoseria. Dopo ampia discussione – prosegue Di Piazza – è stato approvato solo il versamento di circa tre milioni a completamento del capitale sociale del Palermo SSD, da versarsi a richiesta dell’amministratore delegato, contro la mia proposta, bocciata, di versare immediatamente la somma di oltre undici milioni di euro».

La mancanza di sintonia tra le parti è ormai sotto gli occhi di tutti: «Specifico che non condivido la bocciatura della mia proposta, in quanto avrebbe consentito alla società di essere più solida eliminando sul nascere ogni polemica e ancora più i dubbi, insinuati in questi ultimi giorni, sulla capacità economica dei soci. Dubbi questi che, unitamente a ricostruzioni imprecise circa alcuni accadimenti di questa stagione sportiva, probabilmente frutto di notizie interne inesatte, passate ad alcuni media non correttamente da chi evidentemente ha altri interessi, stanno danneggiando gravemente il Palermo, la passione dei meravigliosi tifosi rosanero oltre che la mia immagine personale».


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