Palermo e provincia, economia a picco

“Il 10 per cento delle famiglie di Palermo e provincia è in miseria. Abbiamo il 20 per cento di disoccupazione. Il fatturato delle poche imprese che sono sopravvissute alla crisi si è dimezzato rispetto a quattro anni fa e in un anno sono state 5 mila le aziende costrette a chiudere i battenti. La situazione economica palermitana è disastrosa”.

Parola di Roberto Helg, pesidente della Camera di Commercio di Palermo. I dati illustrati da Helg sono quelli dell’Istituto Tagliacarne. Proprio ieri, mentre si raccontava di una crisi economica senza precedenti, è arrivata la notizia della chiusura della Valutur di Pollina. Naturalmente in provincia di Palermo.

Amaro il commento di Nunzio Reina, presidente della Confartigianato di Palermo. “Quello che prevedevamo in Confartigianato – ha detto Reina – è diventato ormai una certezza: i dati dell’Osservatorio economico 2012, infatti, sono la dimostrazione di un’economia in recessione, di cui fa inevitabilmente parte anche il mondo dell’Artigianato”.

“La realtà – h aggiunto – è che le imprese continuano a chiudere e che l’abusivismo imperversa. Uno dei motivi per i quali le aziende sono costrette a cedere è di sicuro l’abusivismo. Coloro che non pagano le tasse e fanno concorrenza sleale sono dannosissimi per chi lavora onestamente e nella trasparenza, che si ritrova ad un certo punto a non potere continuare la propria attività”.

“Per questo – ha precisato Reina – i controlli devono essere assidui. Deve essere accertato, inoltre, che un’impresa che chiude lo faccia veramente. Non basta che si cancelli dagli elenchi della Camera di Commercio per cessare l’attività: spesso, infatti, in molti continuano in nero ed è in questo modo che l’abusivismo si accentua. La situazione è ormai drammaticache si operi in modo incisivo e risolutorio per dare almeno un futuro ai giovani che, alla ricerca vana di lavoro, scelgono di fare impresa. Devono trovare il giusto incoraggiamento”.

Sulla crisi economica che investe Palermo e la sua provincia è intervenuta anche la vice presidente vicaria del Consiglio comunale del capoluogo dell’Isola, Nadia Spallitta. “Dai dati dell’Osservatorio economico della provincia di Palermo nel 2012 – ha detto Nadia Spallitta – emerge il drammatico quadro di una crisi senza precedenti, che coinvolge tutti i settori dell’economia e dalla quale si può tentare di venire fuori solo con scelte forti e coraggiose”.

“Gli operatori economici e la Pubblica Amministrazione – ha aggiunto il vice presidente del Consiglio comunale di Palermo – devono avere come primo obiettivo i giovani, valorizzandone le capacità creative, le energie, l’originalità, l’esuberanza, elementi chiave per dare corso a un mutamento radicale del sistema economico e politico. Solo investendo sui giovani, raccogliendone le intelligenze, piuttosto che metterle in fuga, è possibile far ripartire un processo produttivo, che altrimenti non sarà più in grado di decollare”.

Nadia Spallitta ha auspicato un ritorno all’agricoltura: “Mi riferisco in particolare alle le nuove tecnologie che la ricerca consente di applicare alle produzioni agricole. Naturalmente non possiamo disperdere l’immenso patrimonio culturale dell’industria manifatturiera e artigianale con il conseguente indotto, che ne deriva”.

“Trovo scandaloso – ha precisato Nadia Spallitta – che, in questi anni, non si siano registrate entrate comunitarie nel bilancio del Comune, mentre, invece, l’uso di queste risorse potrebbe rappresentare un supporto utile per una programmazione seria e concertata anche con le diverse realtà economiche del territorio”.

“Questo – ha concluso il vice presidente del Consiglio comunale – sarà possibile solo con uno svecchiamento della politica, che dovrà essere rivolta a progetti di lungo termine. Palermo Capitale della Cultura nel 2019 ben si inserisce in questo contesto e, per noi, può essere l’occasione per far ripartire le nostre migliori energie”.

 


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