Più di un centinaio di uccelli esotici, anche di specie protette, tenuti in gabbie tra escrementi e sporco, e pronti alla vendita: è la situazione scoperta dai carabinieri in un allevamento di Palermo. All’ispezione, i militari hanno trovato numerose coppie di calopsite, parrocchetti dal collare, parrocchetti monaci, canarini e pappagallini ondulati. Oltre a una 70ina […]
Foto di L. Miguel Bugallo Sánchez su Wikipedia
Palermo, cento uccelli esotici anche protetti: allevamento in gabbia tra escrementi e sporco
Più di un centinaio di uccelli esotici, anche di specie protette, tenuti in gabbie tra escrementi e sporco, e pronti alla vendita: è la situazione scoperta dai carabinieri in un allevamento di Palermo. All’ispezione, i militari hanno trovato numerose coppie di calopsite, parrocchetti dal collare, parrocchetti monaci, canarini e pappagallini ondulati. Oltre a una 70ina di di inseparabili facciarosa. Per alcuni di questi è prevista la libera vendita, mentre altre – con un esemplare di pappagallo cenerino trovato – sono specie tutelate da convenzioni internazionali.
Le condizioni degli uccelli
La fauna veniva detenuta in gabbie e le voliere con vari accumuli di escrementi, polveri e sporcizia, Anche su abbeveratoi e mangiatoie. I locali dell’allevamento, come contestato dai carabinieri, si presentavano senza manutenzione. Tutte condizioni giudicate agli animali e, anzi, causa di gravi sofferenze per gli stessi. Tutti gli uccelli sono quindi stati sequestrati e il titolare dell’allevamento denunciato.
Il papagallo cenerino a rischio estinzione
In particolare, ad attirare l’attenzione dei carabinieri è stata la presenza di un esemplare di pappagallo cenerino, tutelato con il massimo grado di regole, a causa del rischio d’estinzione. Il titolare dell’allevamento non aveva alcuna documentazione sulla provenienza dell’animale, né quella prevista dalla normativa per il suo possesso. Mancanza che ha fatto scattare un’ulteriore denuncia, oltre al sequestro del pappagallo.
Il trasferimento non immediato degli uccelli
Considerato l’elevato numero e la particolare tipologia degli animali, militari e Asp hanno ritenuto che un trasferimento in blocco avrebbe potuto essere nocivo per la loro salute. Si è quindi scelto di dare regole precise per ripristinare nell’allevamento le condizioni igienico sanitarie necessarie, in attesa della definizione giudiziaria della posizione del titolate e dell’individuazione di una struttura adatta in cui trasferirli.