P.zza Repubblica, una tenda calda per gli homeless «Giunti via mare, c’era più freddo di questo vento»

Tredici materassi a pochi centimetri l’uno dell’altro. Sotto una stratificazione di coperte di diversi colori, dormono nove uomini sui trent’anni, tre ragazzi che non ne hanno nemmeno diciotto e una donna che non ricorda più nemmeno la sua età. Oltre a condividere i portici di piazza della Repubblica, sotto alle saracinesche di banche e agenzie assicurative, ai confini di quell’area – corso Martiri della Libertà – che aspetta da due generazioni una riqualificazione, vive da alcune settimane un gruppo di senzatetto. «Siamo arrivati per mare, viaggio difficile, l’acqua era più fredda di questo vento», racconta uno di loro. È un uomo sui 35 anni, è a Catania da più tempo rispetto agli altri. A differenza di loro parla un po’ d’inglese e un po’ di italiano. Come gli altri è partito dalla Nigeria e non ha un posto migliore dove trascorrere la notte. Da sabato scorso, il gruppo dorme nella tenda montata dalla Croce rossa sullo slargo. 

A portargli un pasto, un bicchiere di tè e una fornitura di giubbotti insieme a berretti e sciarpe di lana sono i volontari dell’Unità di strada della Caritas diocesana e della Cri. «È una zona ad alta concentrazione di homeless, sopratutto immigrati. C’è un forte ricambio di persone qui e a determinarlo è un passaparola che parte dalla Stazione», spiega un volontario del primo ente. «Alcuni vanno l’Help center di piazza Giovanni XXIII per una doccia calda, per mangiare alla mensa e per radersi. A quelli che non frequentano la struttura – prosegue – portiamo noi il cibo». 

«Come faremmo senza i volontari? Non lo sappiamo», biascica tra il francese e l’italiano uno dei senzatetto di piazza della Repubblica. A lui, come agli altri, i diritti minimi sono stati negati da un sistema che pare ripetersi più per convenzione sociale che per volontà l’articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti umani. Quello che al comma 1 prescrive: «Un tenore di vita adeguato sufficiente a garantire il benessere». 

A provare a metterci una pezza sopra, complici le temperature che dopo mezzanotte scendono sotto lo zero, sono i tanti volontari catanesi. Insieme al Comune di Catania, oltre che a Ferrovie dello Stato, Comunità di Sant’Egidio e Casa del volontario di Librino. Che hanno previsto un soluzione tampone per questi giorni particolarmente freddi. Oltre alla tenda riscaldata di cento metri quadrati in piazza della Repubblica, l’ente ha previsto altre tre misure: ricoveri d’emergenza al Palaspedini, dormitori al deposito bagagli della Stazione e posti letto nella struttura di Librino. Ripari dove, nelle ultime 24 ore, hanno trovato dimora poco meno di 50 persone. A fronte, però, di un’altra quarantina che ha preferito rimanere per strada

«Alcuni di loro, spesso per problemi psichici, non si lasciano aiutare. Noi – racconta un volontario della Caritas – proviamo sempre a fare qualcosa e, quando vediamo che non è in nostro potere, cerchiamo di rendergli la giornata meno dura». Un servizio che proseguirà anche quando la tenda della Croce rossa in piazza della Repubblica, nella giornata di domani, verrà smontata. «La maxi-tenda è stata utilizzata per i giorni da bollino rosso per il freddo, grazie alla collaborazione con il Comune e al forte legame con i territorio e i cittadini. Sono stati tanti – spiega il presidente della Cri etnea Stefano Principato – i privati che hanno portato un pasto ai meno fortunati». «Se dovessero esserci previsioni di gelo come per i giorni appena trascorsi non mancheremo di montare nuovamente la struttura», sottolinea. Nel frattempo «continueremo l’attività per strada», conclude Principato.


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In trenta hanno trovato riparo, da sabato, nella struttura di cento metri quadrati montata dalla Croce rossa nello slargo. Altri senzatetto sono stati accolti al deposito bagagli della Stazione o in strutture competenti. Per quelli che non si fanno aiutare c'è pure la Caritas, che a distribuisce pasti e coperte

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