Non aprite quella porta!

“ Una professoressa, a nome di tutti i docenti delle stanze site nei pressi della porta d’accesso al secondo chiostro, ha manifestato il disagio al preside di lettere Mineo, che ha deliberato per la chiusura temporanea della suddetta porta. ”

La motivazione?

“ L’eccessivo sbalzo di temperatura nel passaggio dalla stanza al corridoio. Una serratura mal funzionante impediva di fatti, il chiudersi anche momentaneo della porta! ”

Si potrebbe sapere il nome di tale professoressa?

“ Per motivi di ovvia privacy, no! ”

Questa la dichiarazione del geometra Sorbello, responsabile della logistica all’interno della struttura dell’ex monastero dei Benedettini.

Camminando per i corridoi del tetro monastero, ci si può imbattere in una misteriosa porta chiusa – meglio sprangata con una trave di legno –  per impedire l’accesso al secondo chiostro. Fino a qualche tempo fa, era semplicissimo uscire a fumarsi una sigaretta. Le porte dei chiostri erano aperte e si viveva in tenera armonia con l’ambiente circostante. Improvvisamente e misteriosamente la catastrofe; si è deciso di tener aperta solo una porta per chiostro… noooooo! Riusciranno i nostri impavidi eroi, rei di tabagismo, a superare il gravissimo shock causato dalla diminuzione coatta dell’insostituibile“ora d’aria”?        

porta di accesso al chiostro, sprangata 

Le notizie sulle motivazioni che hanno portato a tale provvedimento, si susseguono a velocità incredibili. Nel frattempo i ragazzi – teneri abituè dei corridoi del monastero – si sentono defraudati della loro libertà di movimento. Luca 21 anni fumatore e frequentatore assiduo dei chiostri dice: “Mi sento come in gabbia, per fumarmi una sigaretta devo farmi i chilometri… tutto chiuso! Mi sento come un ragazzino delle scuole medie, che non può uscire in cortile perché i prof. si spaventano”.
Altri invece sollevano questioni di più grave entità. Fonzie 22 anni un fedelissimo del “ponte di legno” (per intenderci, quello che collega le due ale del monastero), ha espresso il suo disagio “Adesso che l’unica porta per accedere al secondo chiostro, è quella sotto il ponte, non si può più studiare… è un continuo di ragazzi che salgono e scendono, un frastuono e un  ‘passio’ infernale!”
Considerate le moltiiissime (sottile ironia, s’era capito?) aule studio della nostra facoltà, possiamo anche chiudere un occhio. O no?

Non demordo… ho bisogno di verificare se le voci di corridoio che vedono incriminata la professoressa Nocera per tale provvedimento sono reali e verificabili. La cerco… stanza blindata. Busso. Nessuno. Non soddisfatto comincio a cercare notizia dai vicini di stanza, quelli di cui la misteriosa professoressa avrebbe dovuto essere la portavoce. Stanza 116, pochi metri dalla porta murata (o meglio, inchiodata con una sbarra di legno). La professoressa Persico alla domanda: Ha notizia sull’improvvisa chiusura della porta che dà sul secondo chiostro? Lei ha freddo? Risponde “Sinceramente non ne so niente… la motivazione freddo, mi sembra poco ragionevole. Quando esco dalla stanza, metto il soprabito, così da evitare eccessivi sbalzi di temperatura!”

I torni non contano… ops, i conti non tornano. La professoressa che parlava a nome di tutti sembra non esistere. La Persico, teoricamente rappresentata dalla misteriosa docente, sembra non conoscere le motivazioni di tale provvedimento. Il preside Mineo è sempre in viaggio. Nel frattempo le porte rimarranno chiuse – secondo il geometra Sorbello – fino alla fine dell’inverno, o meglio fino al definitivo spegnimento dei riscaldamenti, a meno che si riesca a reperire un volenteroso falegname che ripari la serratura maledetta.


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