I frame sono stati presi nella postazione di telerilevamento dell'ente Parco dei Nebrodi. Difficile dire cosa ci facessero gli altri esemplari. «Sono animali che vivono in gruppi, bisogna capire se appartenevano allo stesso della mamma», spiega Emilio Giudice della Lega italiana protezione uccelli
Nebrodi, tre grifoni immortalati dalle telecamere Ritornati nel 2005 dopo azione di reinserimento
Tre grifoni immortalati insieme. Non proprio un evento eccezionale, ma sicuramente interessante. È accaduto all’interno del Parco dei Nebrodi e per la precisione nella postazione di telerilevamento piazzata dove i rapaci hanno uno dei nidi. I frame registrati dalle telecamere in cui sono inquadrati i tre esemplari sono più di uno, e sono visibili nell’archivio del sito Etnanatura.
Dalle 13 alle 14 di ieri, infatti, oltre all’esemplare che covava l’uovo presente nel nido, altri due grifoni si trovavano a poca distanza. Cosa ci facessero è difficile dirlo, anche perché le possibilità sono più di una.
«Bisognerebbe capire se la mamma grifone abbia percepito quella presenza come una minaccia, perché è sempre possibile che qualche esemplare che fa parte di un altro gruppo provi a rovinare il nido per fare spazio ad altri – spiega il referente della Lipu Emilio Giudice -. Tuttavia è anche probabile che, essendo animali che vivono in colonie, si trattasse di due dello stesso gruppo».
Il progetto di reinserimento del grifone, realizzato dal Parco dei Nebrodi, ha portato all’insediamento di una colonia di circa cento esemplari nelle Rocche del Crasto, il massiccio montuoso che si erge tra i paesi di Alcara Li Fusi, Longi e San Marco d’Alunzio. È tra questi luoghi che i rapaci nidificano dal 2005.