Nebrodi, dai domiciliari al carcere 40enne Sinagra Da inizio anni Duemila ritenuto vicino alle cosche

I carabinieri hanno arrestato il 40enne Giuseppe Sinagra, originario di Sinagra, in provincia di Messina. L’uomo dovrà scontare un anno, tre mesi e 14 giorni per il reato di inosservanza degli obblighi della sorveglianza speciale, commesso tra il 2007 e il 2008, quando aveva continuato a frequentare pregiudicati dei Nebrodi, guidando anche l’auto pur avendo avuto la patente revocata.

Conosciuto come Pippo finestra, Sinagra è ritenuto un esponente di rilievo dei clan mafiosi messinesi, in particolar modo quelli attivi nell’area di Brolo. È stato arrestato in flagranza nel 2003, mentre riceveva il pizzo dal titolare di una concessionaria, mentre più recentemente – nel 2012 – era stato tra i fermati dell’operazione antimafia Icaro, relativa a fatti risalenti ai primi anni Duemila. L’uomo è stato raggiunto anche da un provvedimento di sequestro di undici terreni, tre immobili e un buono postale, per un valore complessivo di circa 200mila euro.

Le vicende giudiziarie per Sinagra si sono ripetute, poi, lo scorso anno. A fine maggio – a poche settimane dall’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci – è stato fermato nell’ambito dell’operazione Senza treguache ha coinvolto 23 persone, tra le quali il presunto boss emergente di Tortorici Antonio Foraci. Nell’inchiesta, incentrata sul traffico di stupefacenti e un giro di estorsioni, sono emersi contatti tra le cosche dei Nebrodi e la ndrangheta. Per questa vicenda, il 40enne a dicembre è stato condannato con rito abbreviato a sei anni. Sinagra, che si trovava ai domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico, è stato trasferito nel carcere Gazzi di Messina. 


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