Muos, bloccato camion vicino alla base Trasportava una grossa cassa di legno

L’allarme è scattato poco prima delle undici di stamattina, quando un cittadino ha visto passare per le strade di Niscemi un camion bianco furgonato, simile a quelli in dotazione alla U.S. Navy, che trasportava una grossa cassa di legno in direzione della base americana dove è in costruzione il Muos. All’altezza del presidio permanente, a qualche decina di metri dall’ingresso della base, il camion, su cui si trovavano due catanesi, ma preceduto da una jeep con due uomini statunitensi non in divisa militare, è stato bloccato da tre ragazzi del comitato No Muos di Niscemi. In breve tempo il passaparola ha fatto affluire al presidio una ventina di persone, tra cui molti semplici cittadini che hanno impedito il passaggio del mezzo.

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«Quelli che guidavano il mezzo hanno avvisato la polizia che è arrivata in breve tempo insieme alla Digos – racconta Elvira Cusa, del comitato di Niscemi – ma le forze dell’ordine non si sono opposti alla decisione di far tornare indietro il camion». Scortato da una macchina dei No Muos e dai poliziotti, il mezzo si è diretto verso la strada statale Catania-Gela e quindi verso il capoluogo etneo. Non si trattava dell’enorme gru, attesa da quasi un mese, che dovrebbe sollevare le tre parabole custodite già nel cantiere. «Sul camion – spiega Cusa – c’era una grossa cassa di legno ed altre più piccole, l’autista ci ha detto di non conoscere il contenuto del carico, ma pensiamo fosse strumentazione utile alla costruzione del Muos. Abbiamo stabilito che non faremo passare più niente, probabilmente cominceremo a bloccare anche l’ingresso dei soldati americani del turno mattutino».

Il camion bloccato al presidio

Le forze dell’ordine non hanno opposto nessuna resistenza. «E’ una questione di ordine pubblico, non bisogna creare disordini», spiegano dal commissariato di polizia di Niscemi. Nei giorni scorsi il governatore Rosario Crocetta aveva ribadito il suo impegno nel tenersi in contatto con la Prefettura e il ministero dell’Interno per garantire che i manifestanti venissero rispettati. «Non crediamo sia dovuto a questo – conclude Cusa – la polizia avrà avuto degli ordini per evitare scontri, ma se continueremo a bloccare tutto sistematicamente, crediamo che inizieranno ad opporre un minimo di resistenza».


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