Mozione di sfiducia: Crocetta si salverà, ma qualche ‘scherzetto’ potrebbe essere dietro l’angolo

DIFFICILE CHE DOMANI ASSISTEREMO AL ‘SUICIDIO’ DELL’ARS (MANDANDO A CASA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE ANDREBBERO A CASA ANCHE I ‘CALIFFI’ DI SALA D’ERCOLE). MA QUALCHE COSA, CON I MALUMORI CHE IMPERVERSANO IN QUESTE ORE, POTREBBE SUCCEDERE. PROVIAMO A FARE QUALCHE IPOTESI

In politica, si sa, può succedere di tutto. E con l’aria che tira nella politica siciliana il governatore dell’Isola, Rosario Crocetta, che domani a Sala d’Ercole si dovrà ‘sciroppare’ una mozione di sfiducia, non deve essere molto contento. Che lo mandino a casa ci sembra difficile, se non altro perché i 90 ‘califfi’ dell’Ars, prima di ‘sfiduciare’ un presidente della Regione ci pensano 600 mila volte, perché con il capo della Giunta ‘sbarellato’, legge alla mano, vanno a casa anche loro.

Detto questo, non è improbabile che gli combinino qualche scherzetto: anche per fargli capire, tanto per essere chiari, che il suo Governo, in Aula, non avrà vita facile.

Da qui la domanda: che tiro mancino gli potrebbero organizzare? Per mandare a casa il presidente della Regione, sempre legge alla mano, ci vogliono almeno 46 voti su 90, a prescindere dal numero di deputati presenti in Aula.

Partendo da questo elemento aritmetico le ipotesi potrebbero essere tante.

E’ di queste ore la scissione di Articolo 4. Il Movimento di Lino Leanza ha perso ben 5 deputati su 9: Luca Sammartino, Valeria Sudano, Alice Anselmo, Pippo Nicotra e Paolo Ruggirello.

Nel PD i mal di pancia sono tanti. Il presidente della Commissione Sanità dell’Ars, Pippo Di Giacomo, è già venuto fuori allo scoperto. E ha detto che voterà la sfiducia a Crocetta. Ma ci sono altri parlamentari di questo Partito non esattamente contenti della nuova Giunta.

Insomma, potrebbe non essere esagerato affermare che domani 6, forse 7, forse 8 deputati del centrosinistra potrebbero non presentarsi in Aula. Se a questo aggiungiamo l’eventuale “sì” alla sfiducia di qualche deputato del centrosinistra, per Crocetta la ‘frittata’ potrebbe risultare bell’e pronta.

Ribadiamo a scanso di equivoci: mandarlo a casa no, non conviene a nessuno. Ma fargli mancare i voti potrebbe essere una ‘bella’ soluzione, tanto per dare al nuovo Governo un ‘buon inizio’…

I numeri sono quelli che sono: a firmare la mozione di sfiducia sono 40: i deputati del centrodestra e i grillini. Sulla carta, in 50 dovrebbero sostenere il presidente Crocetta. Ma, come già accennato, 5, forse 6, o magari 7 parlamentari del centrosinistra domani potrebbero non presentarsi all’appello. A queste assenze potrebbe aggiungersi qualche voto a favore della sfiducia…

Né Crocetta si dovrebbe aspettare qualche aiuto dai grillini e dal centrodestra. Certo, nel Nuovo centrodestra democratico ci sono quelli che, sottobanco, appoggiano il Governo. Ma, paradossalmente, appunto perché sottobanco appoggiano Crocetta, domani dovranno votare compatti la sfiducia: per non farsi sputtanare definitivamente.

Anche perché la mozione di sfiducia si vota in modo palese e non segreto.

A conti fatti – è proprio il caso di dirlo – se dovessero mancare voti dai 40 che hanno firmato la mozione di sfiducia, beh, i nomi sarebbero subito noti.

Insomma, che potrebbe succedere domani? Niente di grave, perché, come già accennato, ci sembra difficile che si materializzino 46 voti per mandare a casa Crocetta.

Però potrebbe succedere che il presidente, con tutti i malumori che ha creato in due anni di Governo, e con i nuovi malumori che ha creato nelle ultime ore con il varo della nuova Giunta, da 50 voti in suo favore scenda a 44, 43, 42, 41, magari a 40 voti…

Potrebbe succedere, anche, che i promotori della sfiducia arrivino magari a 41. In questo caso la sfiducia verrebbe comunque respinta, ma il presidente e il suo Governo, andando giù, farebbero una pessima figura.

La nostra è un’ipotesi un po’ fantastica, certo. Ma non irreale. Più reale potrebbe essere un sostegno a Crocetta che si collochi tra 42 e 44 voti contro i 40 in favore della censura. Il presidente resterebbe in sella, ma la votazione dimostrerebbe che a Sala d’Ercole non ha una maggioranza. E che per ‘governare’ l’Aula (e quindi la Sicilia) avrebbe non pochi problemi.


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