Palazzo dei Normanni

Bocciato, ancora una volta e grazie al voto segreto, il Ddl sul terzo mandato dei sindaci siciliani

Una seduta, quella di oggi all’Ars, che sin da subito si presenta polemica. Prevista la votazione dell’ennesimo Ddl contenente la possibilità del terzo mandato per i sindaci dei comuni siciliani con popolazione superiore ai 15000 abitanti. Proposta di legge che era stata già bocciata lo scorso mese quando era presente nell’articolato del Ddl Enti locali. Dito puntato contro il Governo da parte delle opposizioni che hanno confermato, come già anticipato nella seduta di ieri, la richiesta del voto segreto e del loro voto contrario al Ddl.

La difesa del terzo mandato per i sindaci

In difesa del terzo mandato, invece, il deputato di Fratelli d’Italia Pino Galluzzo e il capogruppo di Sud chiama Nord Cateno De Luca che ha dichiarato «Chiedo ai colleghi di evitare voto segreto. Ognuno si assuma le proprie responsabilità verso i sindaci che meritano lo stesso trattamento dei loro colleghi nel resto d’Italia. Siamo in questa condizione a causa delle faide all’interno della maggioranza. Lo sanno anche i muri che questa norma verrà bocciata».

Concordi anche il presidente della VI Commissione Salute Pippo Laccoto e il deputato dell’Mpa Giuseppe Geremia Lombardo. I due hanno ricordato la sentenza della Corte Costituzionale e la possibilità che i sindaci in oggetto possano effettuare ricorsi. A favore dell’introduzione del terzo mandato anche il deputato del gruppo misto Gianfranco Miccichè, che si è però detto preoccupato per l’autonomia dell’aula a causa della diffida giunta all’Assemblea da parte dei sindaci di Agira e di Serradifalco. Dichiarazioni di voto a favore del Ddl anche da parte del capogruppo di FdI Giorgio Assenza e del capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino.

Il voto dell’Aula

Dopo il voto dell’emendamento presentato dal M5s, che prevedeva la cancellazione dell’art.1, l’Aula si è nuovamente animata. L’esito è netto: 43 a 18. Il terzo mandato dei sindaci è stato bocciato. «E ancora ci proviamo» è stato il commento, tra i denti, a cui si è lasciato andare il presidente Galvagno. Ancora una volta la maggioranza di governo è stata frantumata. Una crisi, quella che sta attraversando l’esecutivo guidato da Renato Schifani, che continua inspiegabilmente a sopravvivere. Forse in attesa della débâcle definitiva e al paventato voto per il prossimo mese di settembre voluto dal governo nazionale.

Il calendario dei prossimi lavori dell’Aula

Nel corso della conferenza dei capigruppo, che si è tenuta prima della seduta, è stato stabilito il calendario dei lavori per le prossime settimane. Le attività dell’Assemblea saranno sospese, salvo particolari esigenze, nel corso della prossima settimana, in vista del referendum sulla giustizia che si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo.

Sala d’Ercole, quindi, tornerà a riunirsi martedì 24 marzo per la riforma della dirigenza e l’avvio della discussione generale del Ddl relativo alla variazione di bilancio. Ciò in relazione alla cancellazione del debito delle Regioni nei confronti dello Stato riguardante le anticipazioni di liquidità. Per mercoledì 25 marzo è invece attesa la votazione e il via libera alla discussione generale dello stralcio proveniente dalla VI Commissione Salute, la cui votazione è stata calendarizzata per la seduta d’Aula di martedì 31 marzo.


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