Morte Ilaria Boemi, arrestati due uomini  Uno è accusato pure di violenza sessuale

«La morte di questa ragazza ha scosso le coscienze di tutti». A parlare è il procuratore aggiunto di Messina Vincenzo Barbaro, che oggi in conferenza stampa ha spiegato la svolta nelle indagini sulla morte di Ilaria Boemi, la sedicenne trovata cadavere il 10 agosto dell’anno scorso sul lungomare del Ringo. «L’inchiesta ha avuto fasi alterne, ma gli ulteriori accertamenti che abbiamo condotto ci hanno permesso oggi di ottenere il riconoscimento della misura cautelare per chi ha venduto la dose mortale e per l’uomo che la sera in cui la sedicenne è morta l’ha lasciata agonizzante – ha coomentato Barbaro -. Quella stessa persona a giugno e a luglio ha abusato sessualmente di due ragazze minorenni». 

Le indagini della squadra mobile, già nei giorni successivi alla morte, avevano squarciato il velo sul gruppo che Ilaria frequentava. E avevano da subito ravvisato la responsabilità di Pietro Triscari, barista 39enne che, oltre a omissione di soccorso, era stato già accusato anche di violenza sessuale. Come ricostruito dai poliziotti la sera del 9 agosto l’uomo era in compagnia di Ilaria e di una sua amica. Insieme avrebbero assunto la dose di Mdma a Piazza del Popolo e poi, nel tragitto in macchina verso il lungomare del Ringo, avrebbe approfittato della situazione per avvicinarsi alle due minorenni, nonostante Ilaria stesse già visibilmente male. Proprio per questo episodio la Procura aveva richiesto l’arresto, ma prima la gip Maria Militello e poi il tribunale del Riesame lo aveva rigettato. 

Questa volta invece gli episodi contestati dal procuratore Stefania La Rosa fanno riferimento a due diversi episodi verificatosi a giugno e fine luglio del 2015. Vittime ancora una volta due minorenni. «Triscari era solito assumere droga insieme alle ragazzine per poi approfittare della ridotta capacità cognitiva delle stesse» ha spiegato Rosalba Stramandino, vicequestora della Squadra Mobile. Al barista  viene infine contestato anche l’aver ceduto sostanze stupefacenti del tipo hashish e marijuana a minori tra cui Ilaria.

A vendere la pasticca di ecstasy, invece, sarebbe stato Giuseppe Restuccia, 31enne conosciuto con il nome di Spina. L’uomo si trovava già in carcere, dopo che i poliziotti avevano ricostruito le ultime ore di vita di Ilaria. Sapevano che sabato 9 agosto aveva inviato un sms per comprare la Maddy. La pasticca fatale per la sedicenne le era arrivata tramite una minorenne e poi tramite Gaia Auteri, la diciottenne già arrestata nei mesi scorsi. Era stata lei a vendergliela in un bar di Sant’Agata. Ma le indagini sono andate ancora oltre e hanno permesso ai poliziotti di individuare chi aveva venduto all’origine la dose. Restuccia deve rispondere di aver venduto sostanza stupefacente a persone di età minore e per morte come conseguenza di altro reato. 

Le indagini avviate dalla squadra mobile avevano già portato nello scorso dicembre all’emissione di un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due giovani donne e del collocamento in comunità di una terza ragazza, ritenute responsabili di cessione di sostanze stupefacenti alla giovane vittima.


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