Modica e Catania, unione passa per il cioccolato «Cercare la pace nelle relazioni del quotidiano»

«Una manifestazione emblematica di un’economia del dono condiviso, che si manifesta nello scambio culturale tra diverse identità ed esperienze a favore del collegamento tra territori e umanità». È questo il senso di Modica, andata e ritorno – Viaggio fra tesori d’arte e natura che – dal 23 al 29 maggio a Catania e dal 4 al 5 giugno nella città ragusana – proporrà una serie di eventi gratuiti. 

Diversi gli appuntamenti in programma, che affronteranno temi di interesse per le due città, come l’urbanistica, i centri di recupero e sterilizzazione per randagi, la vita contadina e i cibi biologici, fino all’etnobotanica. La manifestazione offrirà anche una diversa visione del mondo, grazie al contributo del Polo tattile itinerante della Stamperia regionale Braille. Non mancherà poi lo spazio dedicato ad arte, poesia, architettura, letteratura, immagini fotografiche e documentarie, musica.

Partendo dal cioccolato come tramite, modicani e catanesi hanno voluto realizzare «un evento a cui potessero prendere parte anche artisti, fotografi, studiosi, ambientalisti. Persone che pensano a un mondo diverso creando occasioni di convivialità», spiega Enzio Sciacca, uno degli organizzatori. Proprio in quest’ottica l’organizzazione non ha chiesto o accettato contributi pubblici e privati. «Tutti gli eventi sono stati realizzati gratuitamente e saranno aperti al pubblico», sottolinea.

Coinvolte, inoltre, anche alcune scuole e realtà catanesi come Palestra Lupo, dove con la cooperativa Oltre la luna si affronterà il tema, caro ai modicani, del cioccolato e dei suoi segreti. Il 4 e 5 giugno l’appuntamento si sposterà a Modica, con diversi relatori che terranno incontri su economia solidale e legalità e dove sono previste visite guidate al museo civico Franco Libero Belgiorno e al museo del cioccolato di Modica. Oltre a escursioni nei siti rupestri della città e installazioni fotografiche sulle cave iblee.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’iniziativa di un movimento dal basso che punta a far incontrare persone ed esperienze provenienti da territori diversi come quelli etneo e ibleo. «L’evento – chiarisce Sciacca – non verrà istituzionalizzato e non si sposterà altrove. Piuttosto si creeranno relazioni tra persone e istituzioni e potrebbero nascere vincoli di amicizia e collaborazione». Fondamentale per i promotori è che ci si senta parte di una comunità umana. «Ci unisce la necessità di cercare la pace nelle relazioni di ogni giorno – conclude Enzio Sciacca – anche con persone che non si conoscono e con cui non si condividono scelte di fondo».


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