Mit Medialab: incontro con Mat Laibowitz

Mat Laibowitz, inaugura la serie di incontri e conferenze “Evento” che si terranno in questa edizione del Future Film Festival 2006.

Laibowitz si occupa all’interno del Mit Medialab presso Media art ad sciences di sviluppare una tecnologia basata su sensori che permettano un contatto interattivo tra il mondo reale e quello virtuale in modo da sviluppare un’interattività reciproca. Non essendo un esperto del settore né uno studioso di elettronica avanzata, mi limiterò a farvi una panoramica delle invenzioni che lo stesso Laibowitz ha presentato durante l’incontro.

 

Gsens

Un muro virtuale costituito da sensori che interagiscono con il movimento delle mani, avendo come “range di riferimento” proprio lo spazio tra esse.

 

Laser range find

Sfruttando il principio dei sensori, applicati al Gsens, si ha la possibilità di muovere delle scritte o degli elementi proiettati, un po’ come accadeva nel film “Minority report”

 

Touch screen proiettati

Grazie a questa invenzione è possibile trasformare una qualunque superficie in un touch screen grazie a dei sensori, toccando degli oggetti presenti nel filmato proiettato, si ha un’interazione con gli stessi.

 

Motion Capture

Tramuta il movimento in onde sonore, sulla scia di questa esperienza, Mat ha realizzato un paio di scarpe con dei sensori all’interno che permettono di controllare la musica attraverso il movimento. Con l’abbinamento tra motion capture e le scarpe a sensori è stato possibile dare un notevole contributo alla tecnologia sanitaria, difatti questi dispositivi non danno nessun ingombro al paziente che può deambulare in maniera naturale senza alcun tipo di costrizione e quindi permettere ai medici di analizzare in maniera migliore i comportamenti, eventualmente anomali, con una maggiore precisione.

 

TAG

Sensori inseriti dentro delle etichette che applicate agli oggetti permettono attraverso un particolare dispositivo di essere trovati con estrema facilità, una sorta di google applicato al mondo reale. Grazie a questa tecnologia gli oggetti oltre che essere trovati possono anche interagire tra loro o con le persone ottenendo un feedback che può essere sia audio che video.

 

La ubER-Badge

Un badje che interagisce e comunica con gli altri badje vicini. Consiste in una piattaforma flessibile per applicazioni interpersonali in occasione di eventi sociali o professionali, oltre che come strumento per analizzare le dinamiche di interazione umana.

Questi badje sono costituiti da un grande display con dei Led sui quali fare apparire delle scritte o delle animazioni, una porta ad infrarossi per comunicare con dispositivi vicini e una radio di bordo per reti wireless.

 

Mobilità parassitica

Un settore scoperto da Laibowitz, che interpreta il reperimento di energia per reti di sensori dove i nodi si possono attivamente attaccare ad un ospite in movimento, aderire passivamente ad un ospite con cui vengono in contatto o fornire attrazione simbiotica a un ospite di passaggio facendo così in modo che quest’ultimo trasporti fisicamente il pacchetto di sensori.

 

Per un eventuale approfondimento vi invito a consultare il sito: http://www.media.mit.edu

 


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