Minori non accompagnati arrivati con i barconi: alla fine pagherà la Regione siciliana?

LO HANNO PROPOSTO, CON UN EMENDAMENTO APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DALLA COMMISSIONE SANITA’ DELL’ARS, MUSUMECI E IOPPOLO. IN EFFETTI IL BILANCIO REGIONALE E’ ‘RICCO’ E SI PUO’ PERMETTERE DI PAGARE SPESE CHE DOVREBBERO ESSERE PAGATE DALL’UNIONE EUROPEA E DALLO STATO. POLEMICO AMENTA (ANCI SICILIA): “COSI’ ABBIAMO COMPLETATO LA ‘SICILIANIZZAZIONE’ DI UN PROBLEMA EUROPEO E NAZIONALE. UNA FOLLIA ALLO STATO PURO”

Alla fine è arrivata la norma ‘intelligente’. O meglio, l’emendamento ‘intelligente’. Tema: i fondi per pagare le rette dei minori non accompagnati arrivati con i barconi e ospitati nei centri sorti come funghi in questi ultimi mesi.

Sul nuovo ‘business’ dell’assistenza con il denaro dei contribuenti (in questo caso dei contribuenti siciliani) intervengono i parlamentari regionali Nello Musumeci (nella foto a destra) e Gino Ioppolo. Che in un comunicato scrivono:

“Una cifra pari a 15 milioni di euro, dalle disponibilità dell’assessorato alla Famiglia e alle politiche sociali, sarà destinata per rimborsare ai Comuni le spese sostenute per eventuali ricoveri dei minori, anche extracomunitari non accompagnati. E’ il contenuto di uno dei due emendamenti aggiuntivi presentati alla manovra ter dal deputato di Lista Musumeci Gino Ioppolo e approvati all’unanimità dalla commissione Sanità dell’Ars”.

Insomma, i soldi che dovrebbero essere approntati dall’Unione europea e dallo Stato li tira fuori la Regione. Una ‘genialata’!

“E’ un’iniziativa che non condivido – sottolinea Paolo Amenta, vice presidente dell’ANCI siciliana -. In questo momento è sono stati ridotti di due terzi le risorse finanziarie per la spesa sociale in Sicilia. Parlo degli anziani, dei potatori di handicap, dei malati, insomma delle fasce deboli della società siciliana. Per queste categorie sociali della nostra Isola i fondi sono stati portati da 150 a 50 milioni di euro. E cosa propone il nostro Parlamento siciliano? Di prendere 15 milioni per pagare spese che dovrebbero essere pagate dall’Unione europea e dallo Stato!”.

“Siamo alla follia – aggiunge il vice presidente di ANCI Sicilia -. Prima il Ministro Alfano con l’operazione Mare Nostrum, che è riuscito a sicilianizzare un problema, quello dello sbarco dei migranti, che è europeo e nazionale. Ora arriva l’Ars che stanzia 13 milioni di euro per i controlli sanitari dei migranti: controlli i cui costi dovrebbero essere a carico dello Stato e dell’Unione europea. E poi altri 15 milioni di euro per pagare i centri che, come ho già detto, debbono essere pagati da Bruxelles e da Roma”.

“La verità – conclude Amenta (nella foto a destra) – è che la politica siciliana, questa politica siciliana, non è in grado di far sentire la propria voce a Bruxelles e nemmeno a Roma. Sia chiaro: noi siamo i primi a sollecitare interventi di solidarietà per i minori e, in generale, per tutti i migranti. Ma nel rispetto di tutti”.

Tra l’altro, Musumeci e Ioppolo, nella foga di passare per i nuovi ‘Santi’ della solidarietà di Sala d’Ercole, si sono dimenticati di spiegare che cosa dovrebbero coprire questi 15 milioni di euro. Dovrebbero servire per pagare gli arretrati dello scorso anno? O le spese dei centri di ricoveri dei minori di quest’anno?

La domanda non è retorica, perché la ‘botta’ per il pagamento di questo servizio per i minori non accompagnati arrivati con i barconi non sarà uno scherzo. I centri, oltre un mese fa, erano 300. Ora pare che siano diventati 350. Quasi tutti gestiti da privati (per lo più da cooperative sociali) autorizzati o dalla Regione o dalle Prefetture.

Quando i centri erano 300 si parlava di un’ ‘operazione’ da 70 e rotti milioni di euro all’anno. Ora potrebbero essere di più. E potrebbero aumentare. Perché con le imbarcazioni dei disperati continuano ad arrivare minori.

Altra domanda a Musumeci a Ioppolo e ai parlamentari della Commissione sanità dell’Ars: i 15 milioni sono un’anticipazione in attesa che intervenga il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar, che fa capo al Ministero degli Interni), o è un nuovo costo caricato sul Bilancio della Regione per fare l’ennesima ‘cortesia’ al Governo Renzi e per far risparmiare questi soldi l’Unione europea dell’euro e della Bce?

Ricordiamo che, prima delle elezioni europee, ci sono stati, proprio su questo tema, incontri a Roma e a Palermo. E c’è stato l’impegno del Governo nazionale a caricarsi il costo dell’assistenza a questi minori. Che è successo? Roma dopo il voto ha cambiato idea?

Lo scenario è complesso. Perché nel frattempo ad alcuni Comuni dell’Isola dove hanno sede i centri per il ricovero di questi minori sono stati notificati i decreti ingiuntivi dei titolati di questi centri – ripetiamo: quasi tutti privati! – che chiedono soldi.

 

L’altra norma della terza finanziaria, attualmente all’esame delle Commissioni di merito, riguarda le Ipab (Istituti pubblici di assistenza e beneficenza) e nello specifico gli istituti che dal 30 giugno 2014 non siano stati in grado di pagare gli stipendi al personale e si trovano con una esposizione debitoria pari o superiore a trenta mensilità. Alle Ipab andranno 10 milioni di euro da ripartirsi proporzionalmente all’ammontare della situazione debitoria.

 


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Lo hanno proposto, con un emendamento approvato all'unanimita' dalla commissione sanita' dell'ars, musumeci e ioppolo. In effetti il bilancio regionale e' 'ricco' e si puo' permettere di pagare spese che dovrebbero essere pagate dall'unione europea e dallo stato. Polemico amenta (anci sicilia): "cosi' abbiamo completato la 'sicilianizzazione' di un problema europeo e nazionale. Una follia allo stato puro"

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