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Senato Accademico di Catania, l’intervento der rettore Recca
by redazionestep1

Il Senato accademico ha accolto i ricercatori e gli studenti a braccia aperte, se così si può dire, alla loro entrata nelle stanze in cui si stava svolgendo l’assemblea in cui si iniziava a delineare la politica dell’università catanese per far fronte ai tagli e alla legge Gelmini. Il Rettore ha anticipato qualcosa di ciò che verrà detto durante l’assemblea d’Ateneo, che si terrà giorno 6 novembre alla facoltà di Chimica: la grande competizione che gli atenei dovranno affrontare, la situazione economica sfavorevole e le leggi che dovrebbero migliorare la qualità dell’università italiana ma che pongono non poche difficoltà alle amministrazioni, sono stati i temi “caldi” del suo intervento. Il Magnifico ha letto, inoltre, una dichiarazione del rettore del Politecnico di Milano dove si sottolinea la preoccupazione concreta che alcuni provvedimenti del Governo danneggino in modo irreversibile l’università. 

Problemi, dunque, che coinvolgono non soltanto il Gymnasium Siculorum. Il Rettore si è detto non molto contento delle proteste che si svolgono in questi giorni, spronando tutti invece che alla lotta al dialogo costruttivo. Nel corso del suo intervento il prof. Recca ha mostrato due articoli di altrettanti esperti (Andrea Ichino e Tito Boeri) apparsi sui quotidiani nazionali per criticare la “politica dei no”. Specialmente Ichino fa le pulci alla controproposta del Partito democratico di Walter Veltroni accusato di non mettere in campo un’alternativa alla riforma del sistema dell’istruzione pubblica. Torna nelle parole del Rettore il ricordo di una gestione difettosa dell’affaire università già nei due anni del governo di centro-sinistra. 

Non c’è stato spazio per gli interventi di studenti e precari perché non era né il luogo né il momento di discutere, soprattutto perché era una seduta del Senato accademico e non un’assemblea pubblica. Il dialogo, assicura il Rettore, sarà possibile durante l’assemblea del 6 novembre. Tra invocazioni alla democrazia, inviti da parte del Rettore a evitare l’anarchia e qualche accusa di violenza (non fisica, ma nei modi) sono stati letti due documenti: uno firmato dal Movimento studentesco catanese e l’altro dal Coordinamento precari della ricerca: il tutto si è svolto in un clima acceso. Il Rettore e qualche professore, infatti, all’inizio, non erano affatto d’accordo nel dare la parola agli intrusi. Dopo questo gli “invasori” vengono cortesemente pregati di uscire dalla stanza e lasciar svolgere in tranquillità l’assemblea del Senato accademico. 

Contrariati e delusi, i ricercatori e gli studenti hanno sì lasciato l’aula come loro chiesto, ma non sono andati via, hanno scelto di riunirsi in assemblea per discutere e decidere il da farsi.

 

Sentiamo le parole di Salvo Garozzo, borsista di Scienze Politiche: 

Insomma, se da un lato c’è chi ancora chiede a gran voce una presa di posizione da parte del Rettore, del Senato e del Consiglio d’amministrazione, dall’altro c’è chi non ha dubbi sulle scelte operate dal governo dell’ateneo catanese. Ma tutti sono d’accordo sul doversi organizzare per affrontare al meglio l’assemblea d’ateneo e sul rivendicare il fatto che anche loro sono soggetti che “vogliono avere voce in capitolo”, che non trovano rappresentanza nei rappresentanti degli studenti (peraltro non presenti). 

Intanto, fuori dal rettorato polizia e carabinieri erano di guardia per ristabilire, nel caso fosse stato necessario, l’ordine pubblico. 


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