Messina: visita del Dalai Lama, polemica sui costi «Si finanzi la Vara». Ma biglietti copriranno spese

La prima a sollevare la polemica sulla visita del Dalai Lama a Messina il 16 e il 17 settembre, era stata l’ambasciata cinese lo scorso marzo, minacciando anche la rottura dei rapporti con l’Italia. In questi mesi, a ruota sono seguite le critiche sui 30 euro da pagare per assistere alle lezioni del leader spirituale tibetano al teatro Vittorio Emanuele e al teatro antico di Taormina. Attacchi che hanno spinto il sindaco Renato Accorinti a spiegare che si tratta di un autofinanziamento per coprire le spese del soggiorno del Dalai Lama. Le polemiche sono riesplose negli ultimi giorni: 120mila euro destinati a maggio dal Comune di Messina a Taormina Arte per contribuire alle spese del tour messinese del 14esimo leader spirituale del Tibet, Tenzin Gyatso. Soldi a cui attingere solo se i soldi dei biglietti per vedere il premio nobel per la pace non dovessero essere sufficienti a coprire le spese.

A gridare allo scandalo per i 120mila euro sono due consiglieri comunali: la presidente Emilia Barrile e il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Trischitta. La somma in questione è stata conferita dalla giunta lo scorso 18 maggio come «conferimento di un contributo finanziario al fondo di gestione della fondazione Taormina Arte Sicilia a seguito della trasformazione del comitato Taormina Arte». Uno stanziamento da 120mila euro che palazzo Zanca eroga a Taormina Arte dal 2008. Il Comune di Messina è infatti socio fondatore – insieme al Comune di Taormina, alla Regione e alla città metropolitana di Messina – della fondazione Taormina arte e il contributo annuo che deve versare è appunto di 120mila euro. 

Il 3 agosto, con una nuova delibera, la giunta autorizza la fondazione Taormina arte a utilizzare i fondi per l’organizzazione dei convegni che si terranno al teatro greco di Taormina e al teatro Vittorio Emanuele in occasione della visita del Dalai Lama. La delibera autorizza la fondazione ad avviare «attività propedeutiche all’organizzazione degli eventi, dando atto che le entrate derivanti dalla vendita dei biglietti sono comunque destinate a coprire le spese per l’organizzazione degli eventi». Cioè, se le entrate dei biglietti non dovessero essere sufficienti, sarà la fondazione Taormina arte Sicilia e coprire la restante parte. Al contrario, se le somme ricavate dai biglietti dovessero essere superiori ai costi, i soldi «saranno devoluti interamente in favore dei bambini tibetani in esilio a Dharamsala in India». 

La presidente del consiglio comunale Barrile ha promesso che invierà tutto alla Corte dei conti per capire se si configuri o meno il danno erariale. Trischitta chiede ad Accorinti «perché non ha incaricato Taomina Arte a organizzare la Vara (la celebrazione ferragostana dedicata alla Madonna Assunta, la festa più sentita dai messinesi, ndr) anziché chiedere ai privati e agli sponsor di partecipare». Accorinti risponde piccato accusando Trischitta di «farsi solo campagna elettorale (ha ufficializzato al sua candidatura a sindaco le scorse settimane, ndr). I due eventi non sono uno meno importante dell’altro – ha detto il sindaco di Messina – in nessun luogo dove si è recato il Dalai Lama ci sono state tante polemiche, credo sia un problema nei miei confronti». Il comune di Messina ha già stanziato 43mila euro per la Vara e ne ha ricevuto circa 15mila da sponsor privati e dai cittadini.


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