Mazara, a lezione con il Tablet

Mazara del Vallo, conosciuta negli anni ’80 come una delle 100 città a economia sviluppata e tra le più produttive d’Italia, oggi in ginocchio per la crisi del settore della pesca, almeno nella scuola primeggia. Si afferma in un Istituto superiore cittadino una nuova frontiera educativa che riscrive il rapporto alunno-docente-scuola. Vediamo di cosa si tratta.

Da quest’anno è realtà il laboratorio di informatica. Succede anche questo nella scuola italiana, nonostante la crisi di identità, di modelli educativi e di forme gestionali. L’Istituto Istruzione Superiore (IIS) “Francesco Ferrara” (Istituto tecnico commerciale statale) di Mazara del Vallo ha avviato quest’anno la prima classe Web 2.0. Si tratta di un’aula laboratorio strutturata su un modello educativo dinamico. È l’unico esempio in provincia di Trapani.

L’aula è composta da 21 alunni che interagiscono con i docenti attraverso l’uso del tablet. La vecchia lavagna con i gessetti ha lasciato il posto ad uno schermo interattivo. Si tratta di un luogo cablato dove tutti, alunni e insegnanti, sono costantemente connessi in rete. Un moderno approccio con la didattica che sfrutta le enormi potenzialità della rete per gli approfondimenti sugli argomenti oggetto delle materie di studio, innestando una modalità di insegnamento input-output all’avanguardia.

Si tratta di una sorta di “cordone ombelicale” che lega quotidianamente la classe all’attualità di tutti i giorni. Una costante interfaccia col contesto socio-economico e politico del mondo esterno, senza vincoli geografici o temporali. Un legame forte e dinamico tra il testo somministrato, gli approfondimenti e il contesto esterno. Una maniera efficace per preparare i ragazzi alla lettura, analisi e critica di ciò che accade intorno. Un esperimento che ha registrato l’entusiasmo degli alunni, fortemente attratti dalla novità tecnologica.

Abbiamo fatto visita recentemente all’aula informatica al “F. Ferrara” e toccato con mano l’organizzazione della lezione, l’orgoglio nel sentire i ragazzi presentare il laboratorio Web, il clima partecipativo e attivo, il legame saldo con il corpo docente. Il progetto presenta il vantaggio di avere creato una perfetta osmosi tra alunni, docenti e istituzione scolastica. Notevole lo sforzo profuso dal corpo insegnante per allineare la tradizionale didattica alle nuove tecnologie.

L’esperimento sta raccogliendo i frutti sperati. Abbiamo colto la soddisfazione anche negli insegnanti. Lungimirante la scuola nel puntare sull’introduzione delle tecnologie nella didattica di tutti i giorni. La testimonianza del dirigente scolastico, Licia Ingrasciotta, che ha raccontato al nostro giornale il coraggio di credere in un modello educativo innovativo e nello stesso tempo di successo.

“Il progetto – dice – nasce dalla esigenza di rispondere alle istanze dei ragazzi che chiedono un moderno approccio con la didattica. E lo abbiamo fatto convinti come siamo che un nuovo modello educativo agevoli il processo di apprendimento. Avvicinare i linguaggi di comunicazione dei ragazzi senza perdere di vista il ruolo centrale dei docenti è stato possibile con questo progetto, finanziato interamente con fondi privati, che speriamo di allargare a tutta la scuola.”

Aggiungiamo, dalle testimonianze raccolte, che si tratta di un bel primato quello dei 21 studenti dell’IIS Francesco Ferrara di Mazara del Vallo. Fare lezione con tablet e lavagna interattiva, stampare sulla stampante collegata in rete e condividere argomenti, ricerche, idee, progetti e lavori di gruppo con grande facilità non è cosa di tutti i giorni. Un modello da esportare ovunque, un punto di partenza per rigenerare la scuola italiana fin troppo ancorata a vecchi stereotipi. Puntare sulle moderne tecnologie può significare aumentare notevolmente il livello di apprendimento finale degli alunni, avvicinando l’istituzione scuola al mondo delle giovani generazioni, sempre più “dipendenti” dai Social network (Facebook, Twitter, Linkedin, Badoo, etc..). Avvicinando, nel contempo, i ragazzi alla vita di tutti i giorni. Un primato da raccontare in una provincia, quale quella di Trapani, che ambisce a migliorare la qualità e l’efficienza della rete scolastica.

 


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