È stato convocato per lunedì il Consiglio dei ministri (Cdm) per deliberare la dichiarazione dello stato di emergenza nei territori colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo. In modo tale da poter anticipare un iniziale stanziamento di fondi per far fronte alle immediate necessità e garantire i primi ristori. Ciò in attesa di avere una compiuta e […]
I danni del ciclone Harry al porticciolo di Ognina. Foto di Dario De Luca
Maltempo: Meloni, lunedì Cdm per deliberare stato emergenza
È stato convocato per lunedì il Consiglio dei ministri (Cdm) per deliberare la dichiarazione dello stato di emergenza nei territori colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo. In modo tale da poter anticipare un iniziale stanziamento di fondi per far fronte alle immediate necessità e garantire i primi ristori. Ciò in attesa di avere una compiuta e complessiva valutazione dei danni.
L’annuncio della premier Giorgia Meloni è arrivato nel corso di una riunione, nella sede della Protezione civile a Roma, sui danni provocati dall’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito il sud Italia, in particolare per il passaggio del ciclone Harry. All’incontro hanno preso parte il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, in collegamento da Catania e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Presenti anche il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, la presidente della regione Sardegna, Alessandra Todde, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. ha partecipato all’incontro il capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano.
La presidente Meloni ha rinnovato la solidarietà propria e del governo tutto alle comunità coinvolte e il ringraziamento a dipartimento, presidi territoriali, regioni, comuni e prefetti per il lavoro di previsione e di allertamento. «È anche grazie alla sinergia istituzionale prontamente attivata se non si sono registrate vittime – conclude palazzo Chigi -. Nonostante la considerevole quantità delle precipitazioni e la violenza delle mareggiate sulle coste».