Magazzino trasformato in rivendita abusiva di ortaggi Violati i blocchi alla Zisa, all’interno trovate 20 persone

I finanzieri del comando provinciale di Palermo, nell’ambito dell’intensificazione dei controlli volti a verificare il pieno rispetto delle misure adottate dal Governo per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 e a garantire la sicurezza dei prodotti commercializzati in questa fase di emergenza, hanno scoperto e sequestrato un capannone di mille metri quadrati, situato nel quartiere Zisa, dove veniva esercitata la vendita abusiva all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli.

La struttura è stata individuata a seguito di attività di intelligence economica e finanziaria sviluppata dalle fiamme gialle palermitane, con il gruppo guidato dal colonnello Alessandro Coscarelli, in concomitanza con il recente periodo di chiusura del mercato ortofrutticolo, al fine di individuare attività parallele di vendita abusiva all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli. Infatti, l’attività svolta consentiva di individuare, nel quartiere della Zisa, una ampia struttura dove è stato notato un anomalo assembramento di persone intente a caricare su alcuni automezzi centinaia di casse di prodotti ortofrutticoli.

Pertanto, è stato organizzato un intervento ispettivo specifico effettuato dai finanzieri del secondo Nucleo operativo Metropolitano e del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Palermo, con il supporto dei baschi verdi del Gruppo Pronto Impiego, che consentiva di accertare che all’interno del capannone veniva svolta l’attività di compravendita di frutta e verdura, in assenza delle necessarie autorizzazioni comunali relative agli aspetti sanitari e di sicurezza. Pertanto la struttura è stata posta sotto sequestro amministrativo.

Dai successivi approfondimenti, è stato accertato che l’attività veniva svolta presso il capannone da una società operante nel settore della vendita all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, titolare di una concessione presso il mercato di via Montepellegrino e che il 26 marzo – quindi durante il periodo di chiusura del mercato – aveva aperto l’unità locale, comunicata all’Agenzia delle Entrate come deposito. Nel corso dell’intervento, inoltre, è stata constatata la presenza ingiustificata di circa 20 persone – il rappresentante legale della società, operatori e clienti – tutti sanzionati per violazione delle misure previste dai decreti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica Covid-19.


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