Una compravendita di credito per fregare il fisco, in un ambiente troppo vicino alla mafia. È l’accusa per l’imprenditore di Mazzarino, nel Nisseno, ma residente ad Aidone, provincia di Enna, Massimiliano Mangione. Per lui è arrivata la confisca di primo grado dei beni, disposta dal tribunale di Caltanissetta. Non un’accusa nuova per l’imprenditore edile, già […]
Mafia, confisca milionaria e sorveglianza speciale per l’imprenditore edile Mangione
Una compravendita di credito per fregare il fisco, in un ambiente troppo vicino alla mafia. È l’accusa per l’imprenditore di Mazzarino, nel Nisseno, ma residente ad Aidone, provincia di Enna, Massimiliano Mangione. Per lui è arrivata la confisca di primo grado dei beni, disposta dal tribunale di Caltanissetta. Non un’accusa nuova per l’imprenditore edile, già coinvolto in varie indagini dal 2003 e condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso, truffa e associazione a delinquere. Adesso, per lui, è stata disposta, oltre alla confisca, anche la sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno ad Aidone per tre anni. Confiscati capitale e beni dell’azienda edilizia e anche una ditta che opera nell’agricoltura. Oltre a tre fabbricati, tre terreni, tre autovetture e vari conti in banca intestati a Mangione e a familiari, per un totale di circa un milione e 200mila euro.