M come mostro

I mostri, ovvero creature dall’aspetto innaturale o deforme, fanno parte dell’immaginario collettivo e un po’ tutti abbiamo il nostro bagaglio di mostri immaginari o presunti che ci accompagnano dall’infanzia o che hanno colpito negli anni la nostra fantasia, suscitata dalla lettura di un libro o magari di un fumetto o dalla visione di un film dell’orrore. Il concetto di mostro – dal  latino monstrum “segno divino, prodigio” – è ambivalente, infatti sin dall’antichità ha rappresentato il manifestarsi di qualcosa di straordinario che va contro natura e che suscita quindi orrore e paura ma anche stupore e meraviglia. I mostri mitologici o presenti nelle fiabe e nelle credenze popolari sono solitamente, infatti, delle creature composte da elementi di varia natura che coesistono in modo innaturale: il Minotauro, ad esempio, mostruoso essere metà uomo e metà toro. Un perfetto prototipo di mostro, scaturito dall’immaginazione della scrittrice Mary Shelley, è l’orribile creatura del dottor Frankestein: un cadavere riassemblato al quale viene ridata la scintilla vitale, ripugnante per lo stesso scienziato che lo ha creato: «Lo avevo osservato quando non era ancora finito: allora era brutto, ma quando quei muscoli e quelle giunture furono messi in grado di muoversi, diventò una cosa che neppure Dante avrebbe saputo concepire».

 

L’esistenza di nuovi mostri non finisce mai di sorprenderci e anzi è avvertibile una sorta di bisogno di mostruosità e di ricerca smaniosa del mostruoso. Lo dimostra l’interesse che suscita ogni nuova apparizione di creature misteriose, come quella del singolare animale dotato di aculei, chiamato Chubacabra (dallo spagnolo “succhiatore di capre”) avvistato per la prima volta a Puerto Rico nel 1990 e collegato con il ritrovamento di alcuni animali dissanguati. Per le autorità scientifiche si tratterebbe solamente di un comune coyote ma molte persone sono ancora fermamente convinte della sua esistenza. Un altro famoso mostro (questa volta lacustre) a cui si dà instancabilmente la caccia dal lontano 1933, quando fu avvistato per la prima volta, è conosciuto come il mostro di Loch Ness, chiamato affettuosamente Nessie. La leggenda legata a questo simil-sauro, che attira turisti da tutto il mondo, risale addirittura al VI sec. d. C., quando l’irlandese San Colombiano assistette al funerale di un uomo del luogo che era stato assalito da una «selvaggia bestia marina».

 

Live Science ha addirittura dedicato un decalogo ai mostri più famosi di tutti i tempi, all’interno del quale sono compresi il Chubacabra (sesto posto) e il mostro di Loch Ness (quarto posto). Mentre il podio è occupato dalle creature più popolari: i lupi mannari (terzo posto), protagonisti di innumerevoli storie e leggende, rintracciabili nella letteratura di ogni tempo, già Petronio, nel I sec. d. C., narra la storia di un lupo mannaro nel Satyricon. Poi troviamo ovviamente i vampiri (secondo posto), mentre occupa il primo posto in classifica il mitico Bigfoot – meglio conosciuto come Yeti o “abominevole uomo delle nevi” – l’ominide grosso e peloso simile a uno scimmione. Il decalogo contempla anche creature mitologiche come draghi e sirene e dedica l’ottava posizione all’unico mostro di cui è stata provata l’esistenza: il calamaro gigante, la cui presenza nelle profondità dei mari è stata testimoniata per secoli solo dai racconti di viaggio dei marinai e finalmente è stata confermata dai ritrovamenti dei resti di alcuni esemplari sulle spiagge della Nuova Zelanda. I mostri esisteranno finché la mente umana non si stancherà di elaborarne sempre di nuovi per soddisfare il proprio bisogno di conoscere nuove cose straordinarie e meravigliose o semplicemente per spiegare fatti altrimenti inspiegabili.


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