Un’aggressione denunciata pubblicamente da un lato e una versione diametralmente opposta dall’altro. È quanto accaduto a Palermo tra Alessio Ciolino e Salvatore Lupo, protagonisti di un episodio avvenuto nella serata del 23 marzo in via Altofonte. Ciolino è un noto tiktoker di 37 anni, con quasi 200mila follower, famoso per le sue denunce social. Lupo, […]
Lite a Palermo, accuse incrociate tra il tiktoker Ciolino e il vicepresidente Lupo
Un’aggressione denunciata pubblicamente da un lato e una versione diametralmente opposta dall’altro. È quanto accaduto a Palermo tra Alessio Ciolino e Salvatore Lupo, protagonisti di un episodio avvenuto nella serata del 23 marzo in via Altofonte. Ciolino è un noto tiktoker di 37 anni, con quasi 200mila follower, famoso per le sue denunce social. Lupo, invece, è il vicepresidente della quarta circoscrizione.
Ciolino aggredito: la versione del 37enne
Secondo quanto riferito da Ciolino nella denuncia, intorno alle 20 si trovava nei pressi del supermercato Sisa, insieme al figlio, quando sarebbe stato avvicinato da Lupo. «In modo del tutto inaspettato – si legge nella denuncia – si avvicina aggredendomi verbalmente con toni aggressivi, offendendo la mia reputazione, umiliandomi pubblicamente e compromettendo la mia immagine pubblica».
Il racconto nel documento prosegue descrivendo un’escalation della tensione: nonostante le richieste di calmarsi, l’uomo avrebbe continuato ad alzare i toni fino a un contatto fisico. «Arrivando addirittura ad un contatto ravvicinato spintonandomi fino a farmi battere sulla ringhiera del negozio di frutta e verdura adiacente il supermercato», denuncia Ciolino, aggiungendo che diversi testimoni avrebbero assistito alla scena, compreso il titolare dell’esercizio commerciale vicino.
La replica di Lupo con un post su Facebook
Una versione completamente diversa arriva però da Lupo, che in un lungo post sui social ribalta le accuse. Il politico sostiene di essere stato lui vittima di «un attacco personale violento, fatto di minacce e diffamazione», prendendo le distanze da «un modo di fare politica» che dichiara di non condividere. Nel suo intervento, Lupo rivendica il proprio impegno istituzionale nel quartiere e accusa Ciolino di utilizzare i social per «attaccare, distorcere la realtà o cercare visibilità». Parole dure anche sul piano personale e politico: «Essere minacciati fisicamente e diffamati attraverso i social network con video senza contraddittorio non è confronto politico». Lupo annuncia quindi di aver già dato mandato ai legali per procedere: «Sto presentando querela per minacce e diffamazione. La giustizia farà il suo corso».