L’intervento della proff Arcara

Cara Silvia,
grazie per il suo messaggio. Ecco i miei commenti. Se volesse pubblicarli le sarei grata.
Al piacere iniziale che ho provato nell’apprendere della mia popolarità è
seguito un forte senso di delusione non appena finito di leggere l’articolo su Step1. Tralasciando la palese non rappresentatività di una classifica che si basa su una trentina di opinioni, quando la nostra Facoltà ha una popolazione studentesca nell’ordine delle migliaia, mi chiedo quale sia il senso della domanda a conclusione del sondaggio su chi sia il “migliore” o “peggiore” docente, senza specificare di quali qualità o difetti si tratti, di cosa esattamente si stia parlando. Metodo d’insegnamento e di valutazione? Attualità dei programmi? Oppure simpatia o antipatia personale che il docente ispira, o peggio, facilità o meno nel passare l’esame? Lasciando vaghi i criteri si rischia, come è avvenuto, di scadere in ragionamenti da scuola media per cui la
docente che esige livelli seri di preparazione, e quindi maggiore impegno di studio, è la più “cattiva”.

Se penso di meritarmi il successo? Dipende da quale sia stato il metro di
giudizio. Se, nello stesso sondaggio, una docente viene votata tra le
“peggiori” perché “non fa passare gli scritti neanche a morire” (cito
testualmente), se il criterio per giudicare il valore di una docente è questo, allora non mi sento affatto lusingata dal primo posto da me ottenuto. Perché vuol dire che se la mia materia prevedesse esami scritti, allora sarei tra le peggiori!

E’ evidente a chiunque abbia un minimo d’intuizione che il ragionamento dietro la “bocciatura” della Prof. Fabiani sia grosso modo: “odiamo la prof perché non fa ci passare agli scritti”. Ma davvero, mi chiedo, gli studenti pensano che noi docenti proviamo un piacere sadico nel bocciare?
E’ lo stesso discorso che ho sentito fare spesso per la cattedra di inglese, cioè si accusano i docenti di “non fare passare gli scritti”. A mio parere, la Prof. Fabiani semplicemente pretende un livello di lingua spagnola DECENTE. E non basso come ai tempi in cui io stessa ero iscritta a questa università, tempi in cui si diceva “fai spagnolo, tanto è facile” (quanti di voi hanno scelto spagnolo pensando questo? Siate onesti).

Se non passate gli esami scritti di spagnolo, di inglese o di qualunque lingua, forse non è perché la prof è antipatica, come è comodo pensare, forse invece è perché non avete studiato abbastanza, non avete frequentato le lezioni e, in particolare per lo spagnolo, perché le vostre allegre aspettative sulla semplicità di questa lingua – in realtà altrettanto difficile, grammaticalmente, quanto il francese e il tedesco – vengono deluse. Se non si passa lo scritto di spagnolo “neanche a morire”, forse a studiare sì.

Ritengo che si debba apprezzare che la nostra Facoltà, e in particolare
l’istituto di spagnolo, proponga un tipo di studio serio e un livello di
insegnamento di lingua e letteratura che fanno invidia a università prestigiose nel resto d’Italia. Trovo che il ragionamento di certi studenti, incoraggiato dalla vostra domanda generica, secondo i quali “E’ la prof che non fa passare gli scritti” (e per questo è tra le peggiori!!) sia profondamente limitato e, lasciatemelo dire, anche meschino.

In conclusione, ringrazio gli studenti per la stima, ma solo quelli che mi hanno votata per ragioni serie, perché hanno apprezzato i miei programmi e il mio metodo didattico. Rifiuto invece la popolarità che potrebbe provenirmi da ragionamenti puerili come “è una materia piccola” o “la prof è buona agli esami”. In altre parole, se il metro di valutazione è lo stesso utilizzato per “vendicarsi” di una delle milgiori docenti in assoluto di questa Facoltà, la Prof. Fabiani, una persona che, vorrei ricordarlo, è sempre presente, su due sedi, a lezione e al ricevimento e non esita a prestare i propri libri agli studenti.
Cordialmente,
Stefania Arcara


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