Les enfantes terribles dell’arte contemporanea

Irriverente e dissacratore. E non solo. Il Laboratorio Saccardi, al secolo Marco Barone (Palermo, 1978), Giuseppe Borgia (Palermo, 1978), Vincenzo Profeta (Palermo, 1977) e Tothi Folisi (Sant‘Agata Militello, 1979), ride e deride la mediocrità umana e intellettuale.

Les enfantes terribles dell’arte non temono nessuno. Sono schietti, senza regole, aborrano il perbenismo e i falsi moralismi. Il loro sfrontato e profanatorio giudizio tocca proprio tutti, senza scampo. Dal delitto di Cogne a Padre Pio, da Maurizio Costanzo a Lapo Elkann. Senza filtri e senza pietà “rivisitano” i fatti più neri della cronaca, ironizzano sui politici, scimmiottano lo star system e scherniscono i miti della storia dell’arte.

Ecco che allora un M&M si trasforma in ballerino nella danza di Matisse, Picasso diventa un tenero nonnino e i tagli di Fontana vengono sostituiti da una zip cucita su un paio di jeans, magari rubati a quel mattacchione di Albert Saccardi. Il sorriso è assicurato.

Ma dietro quelle immagini impertinenti e alla beffarda provocazione, si nasconde un’angosciosa visione della condizione umana: i Saccardi non ci stanno a quanto vedono in tv, a quanto leggono sui media, a quanto succede nel mondo. I Fantastici Quattro si indignano e trasformano la loro indignazione in parodia.

 

V.V.: “Il mondo in sé, non è ragionevole: è tutto ciò che si può dire” diceva Albert Camus. Cosa vi indigna di più?
L.S.: Non ci indigniamo mai!

 

V.V.: Di strada ne avete fatta e vi state ritagliando il vostro spazio nei massimi sistemi dell’arte, con annesse dinamiche. Quali vi spaventano maggiormente?
L.S.: Non ci spaventa nulla delle dinamiche dei massimi sistemi dell’arte…

 

V.V.: Essere un artista oggi. A Palermo. In Sicilia. Diteci i pro e i contro.
L.S.: I pro: che sei un disoccupato di lusso… i contro: che sei un disoccupato di lusso…

 

V.V.: Artisti siciliani che stimate?
L.S.: Ciprì e Maresco, l’autore del “Trionfo della morte”, Nino Frassica.

 

V.V.: Siete un gruppo di vivaci e giovani artisti. Di certo è difficile far conciliare 4 esuberanti personalità artistiche. Come ci riuscite?
L.S.: Non ci riusciamo infatti…quando ci riusciremo verrà il bello…. si fa per dire ovviamente…

 

V.V.: Se un giorno dal “Laboratorio” si allontanasse un componente per una carriera da “solista”, Albert approverebbe?
L.S.: Non credo, anche se ci dovessimo sciogliere saremmo talmente mitomani che lo faremmo per finta… e poi noi più che altro vorremmo espanderci… che ne so… annetterci la Svizzera… Albert in questo caso approverebbe.

 

V.V.: Chi buttereste giù dalla torre e perchè: la Beecroft, la Saville o Cattelan?
L.S.: Li butterei tutti, anche la torre. Se proprio dobbiamo tenere qualcuno… teniamo Cattelan perché è più simpatico.

 

V.V.: Conclusione alla Marzullo. Fatevi una domanda e rispondetevi.
L.S.: Ti ringrazio per averci fatto questa domanda… ma la risposta adatta sarebbe un pugno in faccia a Marzullo naturalmente, ma visto che tu non sei Marzullo ti rispondiamo. Siamo davvero irriverenti e dissacranti? Les enfantes terribles dell’arte contemporanea? La risposta è no, semplicemente perché la nostra non è arte contemporanea.

 

 

Link:

 

Il loro “diario” è on line all’indirizzo laboratoriosaccardi.splinder.com

 

 

/articolo in collaborazione con Tribe Art/


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