Lampedusa è ancora senza una biblioteca Nonostante la raccolta fondi e libri del 2013

A Lampedusa c’è tutto, o quasi: le strade, un aeroporto, i ristoranti, le spiagge e un centro d’accoglienza più volte balzato agli onori della cronaca. Ci sono anche i libri, eppure manca il luogo dove custodirli. Nell’isola, infatti, non c’è una biblioteca. Una lacuna che si è provata a colmare già nel 2013, quando la sindaca Giusy Nicolini ha lanciato un appello a cui hanno risposto molte associazioni e librerie da tutta Italia, tra cui la palermitana Modusvivendi, donando libri e raccogliendo fondi. Sono passati ormai tre anni dall’invito del primo cittadino, ma nulla finora è cambiato: Lampedusa non ha ancora una biblioteca. 

«Attualmente – spiega Nicolini – c’è una gara in corso per assegnare i lavori di realizzazione della biblioteca che sarà ospitata nei locali una volta adibiti a sede delle riserva marina protetta. Sono necessari interventi di adeguamento strutturale dell’edificio che dovrà poi essere dotato di vari servizi. Per il progetto sono stanziati circa 70mila euro provenienti interamente dalle casse comunali». Sui tempi necessari a completare l’opera, Nicolini preferisce non sbilanciarsi. «Inutile annunciare date – spiega – bisognerà innanzitutto portare a termine l’assegnazione della gara d’appalto, sperando che non sopraggiungano intoppi amministrativi. Gli interventi previsti sono semplici, ma è opportuno mettere in conto problemi logistici: Lampedusa è un’isola e spesso il trasporto dei materiali può subire rallentamenti».

Malgrado i ritardi, l’isola delle Pelagie continua a ricevere libri e fondi da ogni parte d’Italia. Un patrimonio che andrà ad arricchire la futura biblioteca. «Negli ultimi anni – precisa Nicolini – sono arrivati libri nuovi e usati che abbiamo donato alle famiglie bisognose e alle scuole. Parte dei fondi raccolti sono serviti ad attivare una piccola biblioteca nella vicina Linosa, il resto verrà utilizzato per acquistare gli arredi e per varie attività correlate». I libri giunti a Lampedusa da semplici contenitori di parole e immagini, diventano simboli di integrazione e speranza. In particolare, nell’isola è stata avviata una collezione di silent book, letteralmente: libri silenziosi. Sono pubblicazioni prive di testi che raccontano storie attraverso le sole immagini. Libri che a suon di grafici e disegni annullano ogni tipo di barriera linguistica e culturale, permettendo a tanti bambini e ragazzi di ogni etnia di apprendere e comunicare.

Tutto nasce dal progetto di cooperazione internazionale Libri senza parole. Dal mondo a Lampedusa e ritorno, promosso da Ibby Italia. Un’idea inizialmente rivolta agli ospiti del centro d’accoglienza, ma ben presto diventata la base di partenza per creare a Lampedusa un vero e proprio polo culturale. «Lampedusa – spiega Deborah Soria, referente di Ibby Italia – è il simbolo di tutti i luoghi remoti e questo progetto vuole essere un’occasione per portare all’attenzione delle istituzioni e della società civile i bisogni di chi cresce lontano dalla lettura e da quei principi di tolleranza e di comprensione dell’altro che la lettura è in grado di stimolare. Da tempo ci battiamo affinché nell’isola ci siano servizi essenziali e la biblioteca rientra tra questi». Anche in questo caso, l’ostacolo maggiore da superare è la burocrazia. «Attendiamo da tre anni – precisa Soria – che la biblioteca apra i battenti. La mancata realizzazione di semplici interventi di manutenzione sta bloccando tutto».

Un impegno premiato dai risultati ottenuti dall’associazione, riuscita in breve tempo a creare una selezione internazionale di silent book, in collaborazione con la rete IBBY International e con il Palazzo delle Esposizioni di Roma. Ogni anno Ibby Italia organizza l’IBBY Camp Lampedusasettimana di volontariato e attività. Le ultime edizioni hanno registrato la presenza di oltre 70 volontari giunti a Lampedusa per portare i libri raccolti dalla rete internazionale e organizzare laboratori e attività di promozione della lettura a scuola e nelle strade.

«Il nostro impegno – racconta Soria – è stato enormemente ripagato dalla risposta dei ragazzi. Oltre ai silent book, abbiamo portato nell’isola testi di italiano per i tanti stranieri rifugiati. Ogni anno incontriamo i bambini, entriamo nel centro d’accoglienza e promuoviamo la lettura. La biblioteca non c’è ancora, ma conta già oltre 700 tesserati, numeri incoraggianti ma che devono assolutamente crescere nel prossimo futuro. Durante questo weekend – 22 e 23 aprile – lo scrittore Fabio Stassi sarà a Lampedusa per incontrare gli studenti dell’istituto omnicomprensivo Pirandello nell’ambito del progetto Adotta uno scrittore promosso dal Salone internazionale del libro di Torino, una presenza importante che valorizza ancor di più i nostri sacrifici».


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