Foto dal profilo Fb di Ismaele La Vardera

La Vardera lancia il tour elettorale in camper: una vecchia (e costosa) idea che portò fortuna a Prodi

Da Controcorrente e Ismaele La Vardera ci si aspettava forse qualcosa di più nuovo di un tour elettorale in camper. Un mezzo che, negli ultimi vent’anni, è diventato un vero e proprio classico della comunicazione politica. Spesso utilizzato per trasmettere un’immagine di vicinanza al territorio, frugalità e rottura con i privilegi del passato. Niente di nuovo, insomma, con l’annuncio di La Vardera di voler percorrere l’Isola in camper, per raccogliere tra i cittadini il sostegno alla sua autocandidatura a prossimo presidente della Regione Siciliana. Diversi i politici che, prima di lui, hanno optato per questa scelta all’apparenza dimessa ma, in realtà, pure costosa.

Il più famoso tour in camper della politica

Ben prima di La Vardera, era il 2012 quando Beppe Grillo partì per quello che è forse il tour elettorale in camper più famoso. Durante la campagna per le Regionali del 2012, con l’exploit del Movimento 5 Stelle, Grillo attraversò lo Stretto di Messina a nuoto e poi percorse l’intera Sicilia a bordo di un camper. L’obiettivo era quello di supportare la candidatura di Giancarlo Cancelleri. Tra comizi di piazza incendiari e pernottamenti spartani, per sottolineare la distanza dai palazzi del potere. Lasciando poca originalità di manovra a La Vardera, insomma. E Cancelleri, oggi ex esponente del M5S ha fatto del camper il suo marchio di fabbrica per ben due tornate elettorali regionali. Compresa quella del 2017 quando, insieme a Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, percorse i Comuni dell’Isola. In quell’occasione, il camper – usato anche come ufficio mobile – fu affiancato da auto elettriche per promuovere temi ambientali.

Gli altri camperisti e nomadi elettorali

In occasione della sua candidatura alla presidenza della Regione con la lista I Cento Passi, sempre nel 2017, anche Claudio Fava utilizzò un camper per toccare le tappe meno battute dai grandi circuiti mediatici. Cercando di dare voce alla Sicilia impegnata e all’antimafia sociale. Un’idea talmente poco avventurosa, nei fatti, che nel 2022 pure Cateno De Luca salì sul camper a macinare chilometri. Lungo le dissestate strade siciliane. Per le elezioni regionali, l’ex sindaco di Messina e leader di Sud chiama Nord ha utilizzato un camper – ribattezzato come parte della sua armata – per il tour Saper scegliere. De Luca ha girato centinaia di Comuni, spesso documentando tutto in lunghe dirette Facebook, usando il mezzo sia come casa che come palcoscenico per i suoi comizi.

Ma non solo camper puro: ci sono stati anche esempi di varianti simili per coerenza comunicativa. Come quella di Alessandro Di Battista che, oltre al camper con il M5s, è celebre per i suoi tour in moto e scooter, attraverso la Sicilia per i vari referendum ed elezioni. Lo stesso Nello Musumeci, pur preferendo uno stile più istituzionale, nelle sue varie campagne ha utilizzato pullman serigrafati, pur non vivendoci dentro come i colleghi camperisti.

Una moda non solo in Sicilia

Più in generale, in Italia, l’uso del camper e altri mezzi di trasporto popolari, ha segnato alcuni dei momenti più iconici della comunicazione politica. Antesignano fu Vito Leccese che, già negli anni ’80, utilizzò un caravan per i Verdi. Ma tra gli esempi più significativi va ricordato il pioniere dell’Ulivo, Romano Prodi. Che, trent’anni fa, ha sdoganato il concetto percorrendo l’Italia, nel 1996, a bordo di un autobus serigrafato. Per trasmettere l’immagine di un Paese unito sotto l’Ulivo e di un leader pacato che ascolta i cittadini nelle province. La sua fu, al tempo, una vittoria storica e il bus divenne il simbolo di una politica che usciva dai salotti televisivi. Un’idea copiata nel 2008 da Walter Veltroni, con meno fortuna elettorale.

Nel 2012, invece, toccò a Matteo Renzi attraversare l’Italia in camper, per le primarie nazionali del centrosinistra. Facendo tappa anche in Sicilia con il suo mezzo brandizzato. Fu uno dei primi a modernizzare l’uso del camper in chiave di marketing politico, rendendolo un oggetto grafico riconoscibile. Fino ad arrivare a Beppe Grillo che, nel 2013, dopo l’esperienza in Sicilia, per le elezioni politiche percorse migliaia di chilometri in tutta la penisola. Con un camper diventato base logistica, camerino e ufficio. E, infine, anche Matteo Salvini usa spesso pullman personalizzati per i suoi tour estivi o elettorali, preferendo però spostamenti rapidi e tappe frequenti.

Ma quanto costa?

Un tour nazionale o regionale in camper non è economico come sembra. Tra i costi principali ci sono, innanzitutto, il noleggio o leasing e la personalizzazione del mezzo. Un camper serigrafato professionalmente può costare tra i 5mila e i 15mila euro al mese. A questi si aggiungono le spese vive che possono superare i 2mila euro a settimana. Oltre al fatto che non si tratta di un viaggio in solitaria: per cui è necessario prevedere i costi dello staff. Autisti, social media manager e addetti alla sicurezza che seguono il mezzo in maniera costante. E con mezzi propri.


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