La Sicilia ha un altro ‘primato’: i corsi abilitanti per docenti più cari d’Italia

LA DENUNCIA DEI PARLAMENTARI NAZIONALI E REGIONALI DEL MOVIMENTO 5 STELLE. INTERROGAZIONE ALLA CAMERA (FIRMATA DA MARIA MARZANA) E INTERPELLANZA ALL’ARS (A FIRMA DI VALENTINA ZAFARANA)

“In modo inspiegabile, risulta che i percorsi abilitanti che i docenti privi di abilitazione si accingono a frequentare in Sicilia, attivati dalle Università, dai Conservatori e dalle Accademie delle belle arti, hanno costi in media più alti (fino a picchi di 3000 euro), se confrontati con quelli dei corsi attivati dalle Università e dalle istituzioni del resto della penisola”.

Così, il Movimento cinque stelle, a Roma e in Sicilia – cioè alla Camera e all’Ars – presenta, rispettivamente, un’interrogazione e un’interpellanza a firma Maria Marzana e Valentina Zafarana. 

Obiettivo: mettere ordine in tutti i corsi avviati a livello nazionale e riequilibrare il gap creatosi in Sicilia.

“È incomprensibile – afferma la deputata grillina alla Camera Marzana – come il Miur non abbia vigilato sul rispetto delle norme per garantire ai candidati interessati parità di opportunità su tutto il territorio nazionale. Inoltre, la reticenza degli Atenei nell’attivazione dei percorsi abilitanti speciali per alcune classi di concorso produrrà irrimediabilmente una diseguaglianza imperdonabile in vista del prossimo aggiornamento delle graduatorie previsto per il mese di maggio”.

“Scandaloso è il tema dei costi chiesti ai singoli candidati – aggiunge la parlamentare Cinquestelle all’Ars, Valentina Zafarana -. Infatti, gli interessati ai PAS, a copertura delle spese per la fruizione dell’offerta formativa delle singole classi di abilitazione, sosterranno una spesa che parte da 2000 euro fino a raggiungere, come nel caso di molte Università siciliane, 3000 euro”.

“Il Ministero e il Governo regionale – concludono le due parlamentari M5s – sono tenuti a rispondere su come intendono intervenire nei confronti delle sperequazioni, l’incertezza e la diseguaglianza di trattamento tra i diversi docenti che vantano gli stessi diritti. Bisogna limitare i disagi economici che questa categoria di lavoratori è costretta a sopportare per ottenere l’abilitazione intesa come requisito formale per l’esercizio di una professione nella quale, de facto, gli stessi vantano un’esperienza almeno triennale (prerequisito per partecipare ai percorsi abilitanti)”.

Foto di prima pagina tratta da semprediritti.it

 


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