La Sicilia greca e normanna al British Museum «Opere d’arte tra le più belle del Mediterraneo»

Fare conoscere la Sicilia ai londinesi, andando oltre gli stereotipi. È questo uno degli obiettivi dichiarati della mostra Sicily culture and conquest che si terrà al British Museum, a partire dal 21 aprile e fino al 14 agosto. L’esposizione, organizzata con la collaborazione dell’assessorato regionale alla Cultura, porterà nella City circa 200 pezzi provenienti sia dai luoghi d’origine che da collezioni internazionali. Al centro dell’attenzione degli organizzatori i periodi greco e normanno, come testimonianza massima della produzione artistica in Sicilia.

La mostra sarà curata dagli esperti Peter Higgs e Dirk Booms: «Il British Museum a partire dal 2010 collabora con la Regione Sicilia – dichiarano a MeridioNews -. Diverse opere sono state già esposte, come nel caso di alcuni busti romani, del Giovinetto di Mozia o di un elmo inscritto di Ierone II. Ma anche l’Apollo Strangford e una ciotola proveniente da Sant’Angelo Muxaro. In tal senso pensare a un progetto più ampio, che potesse sottolineare l’importanza culturale della Sicilia nella storia dell’arte, ci è sembrato naturale». La scelta di concentrarsi su Greci e Normanni è figlia dell’importanza avuta dai due popoli in Sicilia: «Sono stati due periodi – continuano i curatori – in cui l’isola era molto attiva culturalmente e ha prodotto opere d’arte uniche, tra le più importanti nella storia del Mediterraneo».

Tra i pezzi più interessanti che per l’occasione saranno trasferiti dalla Sicilia c’è un altare in terracotta che risale al 500 a.C.: «Dipinto a colori vivaci – proseguono Higgs e Booms – mostra una scena di un combattimento degli animali nella parte superiore, mentre in quella inferiore ritrae alcune dee della fertilità». Altra opera che attirerà gli sguardi dei visitatori del British Museum sarà una Gorgone: «Si tratta di una splendida scultura architettonica che rappresenta il famoso mostro greco, che un tempo era appollaiato sul punto più alto di una costruzione a Gela – sottolineano i due curatori – ma non va dimenticato anche un ariete in bronzo scoperto sui fondali dei mari siciliani nel 2011».

Sulla possibilità che l’esposizione possa riscuotere successo, sia Higgs che Booms non hanno alcun dubbio: «Le opere sono destinate a stupire coloro che visiteranno il museo ribadendo come in questi due periodi la Sicilia sia stata un centro culturale di primo piano». Anche se l’Isola per gli inglesi rimane luogo di interesse a 360 gradi: «La vostra cultura è ben nota a Londra e in Inghilterra. Dalla serie televisiva Montalbano che è molto popolare alla recente mostra su Renato Guttuso. Senza dimenticare, chiaramente, il cibo».


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