La musica degli Angeli Custodi

Con lo stesso entusiasmo di sempre riapre la “Alan Lomax”, l’associazione culturale intitolata al musicologo texano che tanto ha contribuito a rendere noto il patrimonio etnomusicale siciliano. Il ritmo è stato ovviamente al centro anche della serata di riapertura di sabato 4 ottobre: il folk cantautorale di Jargene & Tulafilla, il rock sperimentale dei Guller, e il punk-wave dei Dog-a-Dog hanno animato una serata all’insegna dei progetti per il nuovo anno.

Ma non è stata di certo un’inaugurazione in senso stretto. L’associazione infatti, nata nel 2004 e con sede in via Caronda, si è già trasferita da due anni nella nuova location, una scelta voluta e caricata di un forte significato. In via Fornai, al centro del quartiere Angeli Custodi, vicino San Cristoforo, non poteva essere una scelta casuale. «L’idea è quella di proporci come fattore evolutivo per il quartiere. Puntiamo al rilancio della cultura e del territorio», spiega Luca Recupero, uno dei sei volontari. E gli spazi, insieme agli scopi, sono aumentati. Oltre alla grande sala al piano di sotto, con adesso un angolo bar, si trovano al piano superiore uffici e sale per i corsi.

La Lomax si ripresenta con una serie di iniziative, il cui centro resta ancora la ‘scuola popolare di musica’. Corsi individuali e collettivi, studio di stumenti conosciutissimi (chitarra, basso, batteria, per intenderci) e di altri provenienti da diverse culture e parti del mondo (come kora, baglamas, bodhrnán), senza dimenticare la tradizione siciliana (tamburello, marranzano, friscaletto).
Tradizione siciliana, e non folklore. Che è diverso. E non solo tecnica musicale, ma anche il piacere di stare insieme, di scoprire nuove culture.
I corsi gratuiti per i bambini del quartiere hanno ricevuto una notevole risposta, ma ora cerca un’evoluzione, specie a livello di mentalità. «Quest’anno puntiamo a far capire che, nonostante i corsi siano gratis, si viene qui anche per imparare. I corsi di musica devono essere un modo per insegnare anche la disciplina, in un quartiere dove l’evasione scolastica è drammatica», ci dice Luca. Basta quindi con i cori da stadio per invogliare i ragazzini, adesso si punta al lavoro congiunto coi genitori, per far sì che le ore di musica diventino per i bambini un appuntamento costante.

Ma lo “spazio aperto” della Lomax, come amano definirsi, guarda alla cultura a 360 gradi con un programma settimanale, ancora in via di definizione.
La settimana inizierà con una rassegna cinematografica, mentre il martedì sarà folk, con un corso di danze popolari in prima serata e la previsione di una festa da ballo al mese.
Diffusione musicale il venerdì, con la rassegna fissa “Old Voices”, affinchè la Lomax diventi anche punto di aggregazione al di là dei corsi, “un posto dove andare a bere qualcosa” in un ambiente rilassato. L’idea però è quella di trasformare ogni tanto quest’occasione in open stage per i corsi musicali. Una sorta di saggio degli allievi dei vari corsi.
Concerti più orientati al rock invece si potranno ascoltare il sabato. Ed è già noto il programma di ottobre, che vedrà sul palco giorno 11 gli Hoovers, i Tapso II il 18 e, per finire, i Diane and the shell il 25.

Molte le possibilità per i restanti giorni: mostre, letteratura, magari teatro, vista l’ottima collaborazione col “Teatro Ronzinante” di Enzo Alaimo.
Senza dimenticare le feste etniche. C’è una forte presenza senegalese nel quartiere, e pare che spesso scelgano la sede dell’associazione per i loro festeggiamenti, persino matrimoni, o battesimi.
Si potrebbe obiettare che le associazioni culturali a Catania non mancano, e anche con ampi spazi e forse maggiori possibilità, ma lo scopo della Lomax è, come conclude Luca, “proprio quello di proporre uno spazio più aperto”.


Contatti:
Ass. Cult. Alan Lomax – via Fornai 44, Catania
www.myspace.com/lalomaxalanlomaxct@gmail.com
Tel: 095.2862812
Cell: 348.5215795


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