La droga coltivata sui Nebrodi venduta sul litorale Operazione a Messina, colpito il clan di Tortorici

Sgominata una rete di trafficanti che gestiva fiumi di droga sul litorale tirrenico messinese. Sono scattate 21 misure cautelari, eseguite dai carabinieri nella provincia peloritana e in quella di Siracusa, su ordine del Gip che ha accolto le richieste della Direzione distrettuale antimafia di Messina.

La centrale della droga, hashish e marijuana, si trovava sui Nebrodi. È qui che le famiglie mafiose di Tortorici coltivavano lo stupefacente che poi finiva nelle principali piazze di spaccio controllate dall’organizzazione, tra Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. Una sorta di filiera corta in cui produttore e spacciatore rispondevano alla stessa famiglia, che non aveva quindi necessità di approvvigionarsi altrove. 

Dei 21 soggetti colpiti da misura cautelare, 15 sono finiti in carcere, 5 ai domiciliari, per uno è scattato l’obbligo di firma. Il capo del gruppo sarebbe Carmelo Galati Massaro, 42 anni e considerato leader del clan. Tra gli arrestati c’è pure il consigliere comunale di Terme Vigliatore, Francesco Salamone. Gli investigatori sottolineano che «l’operazione, portata a termine a due mesi di distanza dall’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, colpisce direttamente uno dei settori di maggior interesse criminale per le consorterie tortoriciane, confermandone il ruolo egemone nel particolare settore della coltivazione su vasta scala di sostanze stupefacenti».

Gli altri arrestati sono: Carmelo Galati Massaro, Sebastiano Galati Massaro, Antonio Musarra Pecorabianca, Antonino Costanzo Zammataro, Nicolino Isgrò, Ignazio Lombardo, Salvatore Pantè, Salvatore Iannello, Filippo Biscari, Giuseppe Aricò, Luca Iannello, Roberto Greco, Giuseppe Lo Presti, Marco Coniglio. Vanno ai domiciliari Veronica Lombardo Pontillo, Antonio Cardillo, Giuseppe Costa, Filippo Genovese, Giuseppe Cammisa. Oblligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Danny Cardillo.


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