Indagine sulla Sr-Gela, le consulenze come tangenti Gazzara figura chiave, da Forza Italia alle autostrade

«Gazzara, nei suoi continui rapporti con gli altri protagonisti dei fatti, assume il ruolo principale in tutte le vicende, il collante dell’appalto illecito e degli illeciti a catena». Lo scrive il gip Salvatore Mastroeni parlando dell’avvocato messinese Antonino Gazzara, 69 anni, arrestato ieri insieme ad altre cinque persone tra imprenditori, finanzieri, avvocati e pubblici ufficiali per una presunta tangente e alcune irregolarità nell’assegnazione nel 2014 dei lavori di realizzazione di tre lotti dell’autostrada Siracusa-Gela, del valore di 290 milioni di euro. Molto conosciuto a Messina dove è presidente del consiglio di disciplina dell’ordine degli avvocati, è stato tra i fondatori di Forza Italia in riva allo Stretto, assieme all’ex ministro degli Esteri Antonio Martino e all’ex tesoriere del partito, Rocco Crimi. Per dieci anni è rimasto in parlamento: dal 9 maggio del 1996 al 29 maggio 2001 e poi ancora da giugno 2001 al 27 aprile 2006. Dopo aver lasciato Forza Italia ha assunto la veste di commissario dell’Udeur di Mastella e ha ricoperto incarichi importanti come quelli di commissario straordinario e poi vicepresidente del Cas. 

È stato il Tar, a cui avevano fatto ricorso le ditte escluse dalla gara, a inviare gli atti in Procura, riscontrando qualcosa di strano. Da qui il via alle intercettazioni e alla scoperta di una fitta rete di rapporti tra l’avvocato Gazzara e la società di consulenza Pachira partners srl, scelta dalla ditta appaltatrice. «Tali rapporti, lungi dall’essere legati allo svolgimento fisiologico della commessa pubblica, sono rapporti di tipo affaristico intessuti dalla Condotte per l’Acqua S.p.A., (la ditta che si era aggiudicato l’appalto e stava realizzando i lavori sulla Siracusa-Gela, ndr) divenuta Cosige Scarl», per dirigere l’appalto avvalendosi del «canale privilegiato costituito dall’avvocato Gazzara, vice presidente del Cas». 

In particolare, secondo l’accusa, il legale messinese «ha piegato la sua funzione a finalità e scopi economico-personali», usando il suo ruolo e i suoi contatti «per ottenere vantaggi ed utilità di tipo economico, consistenti nell’ottenimento di incarichi di consulenza da parte di Nicola Armonium», arrestato ieri, che è amministratore di fatto della Pachira, società di consulenza della Cosige Scarl. La condotta illecita dell’ex vice presidente del Cas nella gestione degli appalti emergerebbe durante le indagini in più occasioni. In una in particolare, un ingegnere della Condotte S.p.A., intercettato dagli investigatori dice: «Gazzara ha nascosto 300mila euro». Nell’ordinanza si precisa che «sebbene dagli accertamenti bancari non sia trovata traccia del trasferimento di 300mila euro a Gazzara, si ritiene che tale riferimento sia del tutto realistico perché proveniente da soggetti interni al meccanismo ed informati sulle varie fasi del contratto».

Gli agenti della polizia hanno sequestrato nella sede della Pachira un contratto di collaborazione professionale concluso a marzo 2015 tra la stessa società e l’avvocato Gazzara, all’epoca vice presidente del Cas, avente ad oggetto una consulenza professionale. Il magistrato sottolinea come, nello stesso momento in cui il Cas autorizzava la ditta Condotte a un subappalto di 1,6 milioni di euro, pagati dai cittadini, per un contratto di consulenza, affidato alla Pachira, Gazzara veniva pagato dalla Pachira. Questo subappalto, secondo il giudice, era «una riserva per tangenti e corrompere funzionari alla luce del sole». Al posto della vecchia tangente, secondo l’accusa, viene creato un fondo grazie ai finanziamenti dello Stato «che viene utilizzato per ricambiare i favori ricevuti» e per pagare «consulenze e contatti». 


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