“Il Psr? Agli agricoltori e non agli amici”

“Denuncia? No. Noi facciamo politica. E poniamo questioni politiche. Ovviamente, se veniamo ignorati adottiamo le nostre determinazioni”.
Giulia Adamo, grintosa capogruppo dell’Udc all’Ars, combatte da mesi unabattaglia politica sul Psr, sigla che sta per Piano di sviluppo rurale. Sono i fondi europei – oltre 2 miliardi di euro – destinati al rilancio del’agricoltura. Spiega la Adamo: “Noi, da mesi, diciamo che l’impostazione dell spesa di questi fondi è sbagliata e va cambiata. Continuare a utilizzare queste risorse per i cosiddetti cofinanziamenti è un errore. Il mondo dell’agricoltura siciliana è in crisi. Sono pochissimi, oggi, gli agricoltori che hanno le risorse finanziare per presentare un progetto e chiedere il cofinanziamento. Se lo possono permettere, diciamolo chiaramente, solo i pochi amici di questo o quel potente. Tagliando fuori, per intendersi, tutti gli agricoltori che, in queste settimane, si sono riversati per le strade delle città siciliane per protestare contro un sistema che si sta portando al fallimento”.
Giulia Adamo non ha esitato un istante non a difendere populisticamente le ragioni del Movimento dei ‘Forconi’, ma a dire a chiare lettere che, su certe questioni – a patto di evitare strumentalizzazioni e disagi per i cittadini siciliani – i ‘Forconi’ non hanno tutti i torti.
“Noi non vogliamo che i fondi del Psr finiscano solo a pochi amici – aggiunge Giulia Adamo -. Noi chiediamo che queste risorse vengano utilizzate secondo quanto è stato fatto con la misura agroambientale. E cioè intervenendo direttamente in favore delle aziende agricole siciliane che stanno morendo. Con interventi finanziari che spaziano da 400 a 900 mila euro ad ettaro. Se, in questo momento, vogliamo salvare l’agricoltura siciliana dobbiamo dare una mano a quelle tantissime aziende della nostra Isola che oggi subiscono la concorrenza sleale dei prodotti agricoli cinesi, asiatici e nordafricani”.
Insomma, le risorse del Psr debbono andare a sostegno degli agricoltori. “Solo che, stranamente – precisa sempre la capogruppo dell’Udc all’Ars – i bandi non partono. E’ questo il motivo per il quale ci siamo rivolti non alle Procure, ma ai nostri legali. In questa fase vogliamo capire come stanno le cose. Dobbiamo appurare il perché di certi ritardi. L’ho detto al governo, l’ho ribadito in Aula e lo dico al vostro giornale: le ingenti risorse del Piano di sviluppo rurale destinate alla Sicilia non debbono servire per favorire i pochi amici di questo o quel politico o, peggio, gli amici degli amici. Al contrario, con questi fondi va data una prospettiva alle migliaia di aziende agricole della Sicilia oggi in crisi. Questa sarà la nostra battaglia politica. Su tale tema incalzeremo il governo Lombardo. E lo faremo alla luce del sole”.

 

 


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