«Il privilegio per un deejay? Scegliere la musica»

Alessio Bertallot ha deciso che il miglior modo di capire come funziona una radio è farla vedere. Con una telecamera a mano ha girato per i corridoi di Radio DeeJay, parlando con chi ci lavora ogni giorno, e ha portato il suo “reportage” all’ultimo laboratorio del fru: Professione deejay.

«Ecco com’è Radio DeeJay» dice Bertallot. «La prima cosa che mi ha colpito quando sono andato a lavorare lì è quest’aria da università all’ora di pausa. I nostri programmi sono leggeri ma non banali, come fossero il continuo di quello che viviamo nei corridoi e negli studi, proprio perché così manteniamo la nostra spontaneità».
 
Deejay e cantante, Bertallot conduce da undici anni il programma B Side: «Quando Linus mi ha affidato la conduzione – racconta – mi ha permesso un grande privilegio per un deejay: scegliere la musica». Cosa che ormai nelle radio, almeno in quelle grandi, non si fa più. «Purtroppo ci siamo dimenticati – continua Bertallot – che la radio, per la musica, è il centro del mondo. In Italia non c’è voglia di investire sulla sperimentazione, perché chi lavora in radio è convinto che la musica non serva per fare ascolto ma solo come pausa tra una chiacchierata e l’altra». E se la musica diventa solo un corollario, la qualità comincia a mancare a favore dei prodotti preconfezionati: «La maggior parte della musica bella è quella che non va in radio. Le radio sono fortemente influenzate dalle grandi case discografiche di produzione estera, per le quali l’Italia è solo un mercato da conquistare piazzando i propri prodotti».

Ma la colpa, per Bertallot, non è solo delle case discografiche: «Abbiamo anche una pigrizia da parte del pubblico. Non c’è voglia di fare ricerca musicale. La gente non vuole la rivoluzione, si accontenta di quello che gli metti nella ciotola». Il successo di un brano non è decretato dagli ascoltatori ma dagli organi ufficiali, la tv su tutte. «Mi ricordo che qualche anno fa un pezzo di Tricky fu la colonna sonora di uno spot alla tv. Ora, non si può dire che Tricky faccia bella musica, lui stesso ne è consapevole e lo fa apposta, eppure solo per essere passato come sottofondo di uno spot, quel pezzo è diventato di moda».

Se il pubblico si fida degli organi ufficiali, per Bertallot è bene saperli sfruttare: «Ho sempre cercato artisti che non avessero ancora pubblicato con case discografiche, non per fare l’indipendista a tutti i costi, ma perché le Majors offrono fin troppo pop, mentre è necessario valorizzare altre forme di musica. Il fenomeno Amalia Grè è un esempio – continua Bertallot – di come la radio possa servire da talent scout di artisti. Un giorno ho trovato un pezzo di questa cantante allora sconosciuta e l’ho suonato a B Side. Dal mio programma è passato a quello di Linus ed è diventato un successo».

Secondo Bertallot bisogna dare maggiore credito alla musica italiana: «I primi anni suonavo per lo più musica straniera, perché pensavo fosse migliore. Poi un giorno intervistai Gilles Peterson, il famoso deejay della bbc, che ascoltando Alle prese con una verde milonga di Paolo Conte mi disse di volere tutti i dischi di questo artista, per suonarli nella sua trasmissione. Lì ho capito l’importanza della nostra musica». Ma non sempre la musica ricercata da Bertallot per il suo programma viene prodotta in Italia: «Non c’è tanto crossover, i generi si mischiano difficilmente nel nostro Paese. Mi sono reso conto che facevo prima a chiedere agli artisti di creare qualcosa di apposito per B Side».

Con le sue richieste, Bertallot è riuscito a far incontrare generi anche molto distanti tra loro: «Ho presentato Lucariello, l’autore del pezzo rap Cappotto di legno – dedicato a Roberto Saviano – a Ezio Bosso, musicista di classica contemporanea e autore di colonne sonore come quella di Quo Vadis, Baby? e di Io non ho paura». Mostra un video con la performance di Lucariello e del quintetto d’archi di Bosso. Racconta: «Ne è venuto fuori un pezzo eccezionale. Quando l’abbiamo fatto sentire a Gabriele Salvatores, ha insistito per curare la sceneggiatura del video della canzone». E il video andrà in anteprima in onda su Mtv nella seconda settimana di giugno. Bertallot dice: «Sarà il manifesto di No mafie, lo speciale di Mtv contro tutte le mafie».


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