Il nodo movida, residenti e commercianti si incontrano Cartelli per sensibilizzare e niente più alcolici low cost

«Vogliamo venire incontro alle esigenze di tutti. Proprio per questo, sia noi commercianti che i residenti, ci siamo confrontati. Così da evitare episodi analoghi a quelli delle scorse settimane». Enzo Cannizzo è il proprietario di Città Vecchia, winebar di via Gemellaro, nel cuore del centro storico catanese. Da quando le misure anticovid si sono allentate, questa parte della città, comprese via Santa Filomena, piazza Sciuti, piazza Vincenzo Bellini, piazza Currò, via Teatro Massimo e via Pulvirenti, sono tornate ad essere molto affollate. Tra la voglia di tornare a condividere momenti spensierati e il provare a stare insieme, in questi punti non sono mancati gli assembramenti davanti ai locali. In alcuni casi si sono registrate anche violente risse di massa. Una di queste è quella che ha visto protagonista una ragazza transessuale a piazza Currò, che è stata presa a pugni. 

Considerato il susseguirsi di questi fatti i residenti di piazza Sciuti e via Gemellaro hanno dato vita a un comitato spontaneo, che ieri ha incontrato gli esercenti della zona. «Per la prima volta tra esercenti e residenti abbiamo avuto la possibilità di confrontarci per tentare di capire come dare una risposta per migliorare la situazione – spiega Cannizzo – In alcuni casi comprendiamo i giovani e la loro voglia di incontrarsi dopo tanto tempo: sappiamo bene che hanno bisogno di stare insieme. Dall’altro lato dobbiamo tenere conto dei residenti, contenti che i posti siano vissuti, ma giustamente non possiamo sottovalutare le loro esigenze e i disagi».

Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato anche alcuni esercenti di via San Michele, il ristoratore Andrea Graziano e Tuccio Tringale – consulente del primo cittadino Salvo Pogliese -, cittadini ed esercenti hanno concordato cinque misure da intraprendere e da proporre all’amministrazione. I punti toccati durante l’incontro hanno riguardato la gestione della viabilità e il rispetto del suolo pubblico, degli orari e delle leggi in merito alla diffusione musicale. A questi si è aggiunta la possibilità di apporre dei cartelli per sensibilizzare i clienti contro il consumo eccessivo di alcolici. Tra le tematiche affrontate anche quella della pulizia della strada e la gestione dei dipendenti dopo l’orario di chiusura. E, infine, di concordare un prezzo minimo sui prodotti con i negozi del vicinato.

«Chiederemo all’amministrazione che i minimarket possano chiudere alle 20 – osserva Cannizzo – Chiaramente, non abbiamo nulla contro questi, ma se riusciremo a stabilire degli orari di chiusura e di apertura eviteremo ulteriori assembramenti. Stiamo cercando di concordare un prezzo sugli alcolici, che sia il più possibile standardizzato. Sappiamo che il prezzo sempre più basso potrebbe favorire il consumo eccessivo, specie delle fasce più giovani». Le misure tenderanno riguarderanno anche i numeri dei tavoli che ogni commerciante collocherà all’esterno dei locali. «Abbiamo pensato di mettere qualche tavolo in meno del previsto – conclude il commerciante – pur di non favorire il fiume di gente che potrebbe crearsi. L’incontro è stato molto disteso, anzi siamo molto contenti dell’armonia che si è creata anche con i residenti: abbiamo dato la dimostrazione che le ragioni di tutti possono sposarsi e trovare delle soluzioni senza limitare le ragioni nessuno». 


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