I lavori del Tram di Palermo finiscono nell’occhio del ciclone

A SOLLEVARE IL CASO HA PENSATO L’AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE CHE HA INVIATO UN RAPPORTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA E ALLA CORTE DEI CONTI

Già la realizzazione di quest’opera ha ha suscitato e continua a suscitare roventi polemiche. Legate, in buna parte, al caos che ha creato in città e agli enormi danni provocati all’ambiente e alle strade. Ma adesso a complicare la storia del tram di Palermo arriva un ‘siluro’ da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione. Tema: l’affidamento dei lavori per la realizzazione delle tre linee del Tram in città.

Il terremoto ha colpito al cuore l’Amat, la società partecipata dal Comune di Palermo che si occupa del trasporto pubblico di persone, della manutenzione delle strade della città (si fa per dire, ovviamente…) e degli appalti legato alla realizzazione delle tre linee di Tram.

Dopo il ‘siluro’ lanciato dall’Autorità nazionale anticorruzione, in città è scoppiato il caos (con riferimento agli uffici, perché nelle strade di Palermo il caos, grazie ai lavori del Tram, c’è già da quasi un anno). Ed è anche logico, visto che l’Autorità nazionale ha inviato le carte alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e alla Procura della Corte dei Conti per la Sicilia.

Il direttore generale dell’Amat, Domenico Caminiti, si è già fatto da parte. E adesso si assiste al ‘balletto’ delle autorità più o meno politiche impegnate a far finta di non sapere nulla di tutto quello che è successo e che sta succedendo (figuriamoci se a Palermo un appalto delle dimensioni di tre linee di Tram sfugga al controllo della politica e di altri ‘soggetti’: solo un cretino lo può pensare).

Insomma, il direttore generale dell’Amat ha già rassegnato le dimissioni.

“Il Consiglio di amministrazione dell’Amat – si legge in una nota – ha accolto la lettera, rinviando la discussione alla seduta del Consiglio, convocata per la fine del mese, nella quale saranno ascoltati i chiarimenti del direttore generale sulle scelte dallo stesso operate nel periodo nel quale ha ricoperto il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (Rup) della realizzazione dell’opera del sistema Tram della città di Palermo”.

Facendo quattro conti, si ha la sensazione che sia in atto il tentativo di caricare tutte le responsabilità sul direttore dimissionario dell’Amat.

Non mancano i passaggi ‘gesuitici’: “Apprezziamo il grande senso di responsabilità che il direttore generale dimostra – si legge sempre nella nota dell’Amat -. Fin dal suo insediamento sono state ben evidenti le capacità organizzative e i risultati ottenuti grazie al suo operato. Questo gesto permetterà anche all’azienda di affrontare con serenità le criticità sollevate, ed eviterà alla stessa pericolose strumentalizzazioni”.

Ovviamente, oltre allo ‘scarica-barile’ bisogna salvare gli appalti: ci mancherebbe!

Il Sindaco Leoluca Orlando ricorda di aver “sollecitato le conseguenziali determinazioni del presidente dell’Amat in ordine a quanto richiesto”.

Dopo qualche passaggio criptico, il Sindaco trova il linguaggio della chiarezza: “Nel prendere atto – dice – delle inopportunità che il dirigente Domenico Caminiti continui a ricoprire l’incarico facente funzione di direttore generale dell’Amat”, Orlando ricorda che “l’accertamento dell’Autorità nazionale anticorruzione scaturisce da segnalazioni dell’Amministrazione comunale nel 2012, nel periodo, cioè, di gestione commissariale”.

Questa vicenda, così la spiega il Sindaco, nasce dopo le dimissioni dell’ex Sindaco di palermo, Diego Cammarata, quando la gestione amministrativa passa nelle mani del Prefetto Latella. Grosso modo, tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012.

“La Amministrazione – aggiunge il Sindaco – ha ricondotto entro regole di legittimità l’intero appalto e le relative procedure, ottenendo approvazioni da organi europei, ministeriali e regionali”. Per Orlando, i lavori del tram andranno avanti “nel rispetto di procedure di legge e di modalità e tempi di esecuzione”.

Sulla vicenda intervengono i consiglieri comunali di Italia dei Valori, Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti: “Auspichiamo – dicono – che la magistratura faccia al più presto luce sulla vicenda denunciata dall’Autorità anticorruzione, ben sapendo però che il tram resta un’opera fondamentale per Palermo e che quindi i cantieri devono proseguire. Chiediamo che il Sindaco e il presidente dell’Amat vengano immediatamente in Aula per informare tempestivamente il Consiglio comunale”.

Nota a margine

In tutta questa storia non si capisce che cosa contiene il ‘Rapporto’ che l’Autorità nazionale anticorruzione ha inviato ai magistrati della Procura e della Corte dei Conti. E’ evidente che trattandosi di appalti – e trattandosi di centinaia di milioni di euro di fondi pubblici – non si deve trattare di ‘bruscolini’.

Ma è indicativo il fatto che né il Sindaco, né i vertici dell’Amat siano entrati nel ‘dettaglio’. Non sanno nulla del contenuto del ‘Rapporto’? Ci sembra molto difficile.

Quello che possiamo dire è che di questo Tram non ci convince nulla. Non riusciamo a capire quale sarà l’utilità di tale opera, che a Palermo esisteva fino agli anni ’50 e che è stata smantellata. La sensazione è che, a furia di dare retta a personaggi immersi nel passato, il capoluogo dell’Isola stia in parte compromettendo il proprio futuro.

Ora, ai dubbi su un’opera che ha incasinato la città, rendendo impossibile la vita a centinaia di migliaia di cittadini con il traffico impazzito, si aggiungono anche le indagini dell’Autorità nazionale anticorruzione delle quali, lo ribadiamo, non si sa nulla.

Con un ulteriore dubbio: che trattandosi di un’Amministrazione comunale di centrosinistra, degli intrighi che ci sono sotto non si saprà nulla.


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