I giovani e il pallone

Nel 1971, a Santa Maria di Licodia, nasce l’unione sportiva che prende il nome dall’omonimo paese. La “U. S. Santa  Maria di Licodia”, si è costituita grazie alla passione di un gruppo di sportivi; il loro obiettivo è quello di creare  e incrementare successivamente l’attività calcistica in questo piccolo paese di provincia. Dopo aver costituito la squadra maggiore, attualmente in prima categoria, formata da ragazzi che vanno dai diciassette anni di età in su, la società, si è occupata del settore giovanile. Ha istituito quindi le seguenti categorie: Primi calci (i cui giocatori vanno dai 5 ai 6 anni di età); Pulcini (dai 6 agli 8 anni); Esordienti (dagli 8 ai 10 anni); Giovanissimi (dai 10 ai 12 anni); Allievi (dai 12 ai 14 anni); Juniores (dai 14 ai 17).
Da sempre le iscrizioni sono state numerose. Le categorie dei più piccoli, sono quelle con il maggior numero d’iscritti, anche se le categorie dei grandi non sono da meno.
I genitori sono pronti ad accontentare ed a sostenere i propri figli ed  in alcuni casi sono proprio loro ad incitarli. La domenica, i tifosi che vanno ad occupare le gradinate del campo non sono in pochi, anzi, per un piccolo paese sono abbastanza numerosi.
Con grande impegno e volontà, l’obiettivo della società è stato raggiunto,  anche se con parecchi  problemi. L’attività calcistica a S. Maria di Licodia non è sottovalutata come in passato dalla gente del paese. I giovani, sono sempre più partecipi ed interessati e le squadre, di anno in anno, ambiscono a  raggiungere la vetta della classifica.
La società non ha scopo di lucro. Ogni anno le viene assegnato un piccolo contributo non obbligatorio da parte del Comune, della  Provincia Regionale di Catania e della Regione Siciliana. Tali contributi vengono utilizzati per l’acquisto di attrezzature e divise per gli stessi giocatori. Purtroppo, però, gli aiuti economici dati alla società, non sono sufficienti. Quel che gioverebbe maggiormente è una struttura adeguata, dotata  del necessario per lo svolgimento delle attività calcistiche. Da sempre, infatti, le partite si disputano nel campo sportivo parrocchiale, S. Pio X,  che  va sempre più in degrado. Considerato il numero di partecipanti e il livello d’interesse, si spera quindi che la struttura nuova, di proprietà del Comune, ancora da ultimare dopo molti anni, sia al più presto fruibile dagli sportivi.
Come spesso succede in un piccolo paese di provincia, delle beghe burocratiche rischiano di limitare le potenzialità di un fenomeno che meriterebbe invece di contributi atti ad a incrementarlo.

Adriana Sambataro


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