Gioventù, la dote di Ricciolo per il teatro

(25 febbraio 2004) Tra realtà e finzione: “Le avventure del giovane Ricciolo”. Il teatro come metafora del mondo. Tornano in scena, a Catania “Le avventure del giovane Ricciolo” di Edo e Rita Gari per la regia di Roberto Laganà Manoli. Lo spettacolo che debutterà giovedì 26 febbraio presenta delle novità. L’allestimento, infatti sarà in scena non più al Teatro Sangiorgi bensì al Teatro Musco, spettacolo sempre riservato alle scuole ma più breve, un’ora e dieci minuti in tutto, a fronte delle due ore e dieci della precedente messa in atto.

Significativa novità che caratterizza la riedizione – coreografie e musiche rispettivamente a cura di Silvana Lo giudice e Carmen Failla – è l’assenza di attori di spicco quale Piero Sammataro, grande protagonista della precedente edizione. Lo spettacolo, infatti, vede un cast composto tutto da giovani attori, che – attraverso i personaggi che interpretano – realizzano la metafora del teatro come luogo in cui la fantasia diventa realtà.
La storia di Ricciolo è la storia di una ricerca, la storia di un ragazzo che nasce magicamente già di 15 anni, un giorno qualsiasi, su un palcoscenico qualsiasi ma non sa chi sono i suoi autori, i suoi creatori. Come trovarli?
La risposta è nel teatro, allegoria della vita, luogo in cui si inventa la verità, una verità che – così come avviene nella realtà – si dà in molti modi, una verità che è nei personaggi e nei luoghi che il teatro stesso celebra e crea.
Il giovane Ricciolo intraprende così il suo onirico viaggio alla ricerca dei propri “genitori”. Partendo dalla Sicilia percorrerà tutta l’Italia, incontrerà Pulcinella che proponendosi come padre di Ricciolo esprime il proprio umanissimo desiderio di essere finalmente creatore e non più creato; Mitraglia e Bombarda che giocano a fare la guerra coinvolgendo il proprio esercito di soldati-burattini in un progetto di conquista globale del mondo metafora dei reali giochi di potere che si svolgono nella vita quotidiana; Leonardo che attraverso il suo genio e le sue invenzioni farà volare Ricciolo esprimendo, allo stesso tempo, tutta l’importanza della conoscenza e del sapere quale mezzo attraverso cui l’uomo si evolve, perché – afferma Leonardo come Dante – “fatti non foste per viver come bruti”.

Attraverso “Le avventure del giovane Ricciolo” riscopriamo il valore della semplicità, che emerge non solo dal racconto ma anche dall’allestimento teatrale. «Lo spettacolo vuole essere una riscoperta della semplicità – afferma il regista Laganà – tutti i materiali utilizzati sono materiali semplici, le maschere utilizzate per lo spettacolo sono creazioni in carta. L’intento è proprio quello di dimostrare come attraverso la semplicità dei materiali sia possibile realizzare un modo di fare teatro che si ricollega alla voglia di fare e sperimentare che si esprime attraverso la parola e l’attività di ricerca».
Il cast stesso è un richiamo alla freschezza e alla semplicità. Tutti giovani attori che testimoniano anche la volontà del “maestro” Laganà di “scommettere sui giovani, di approfondire, attraverso la loro voglia di fare, di partecipare insieme, quel rito collettivo che è il teatro. I giovani esemplificano la volontà di lottare con le proprie forze, con umanità e rispetto degli altri, affrontando la vita sempre con l’allegria e la spensieratezza che li caratterizza e che una volta adulti mai dovremmo scordare di aver posseduto”.

E i giovani attori coinvolti nel “Ricciolo”? In coro affermano di apprezzare le parole del “maestro” e ne ricambiano la fiducia con interpretazioni da cui traspare bravura, dedizione e amore per il teatro.

Ancora una voltà Laganà si distingue per l’eleganza delle sue scenografie che ne fanno uno dei più affermati registi teatrali della scena mondiale come dimostrano i prossimi impegni di lavoro. Dopo l’allestimento di “Capuleti e Montecchi” a Roma e “Le avventure del giovane Ricciolo”, Laganà curerà in marzo, sempre a Catania, per la Stagione Lirica 2004 della Fondazione Teatro Massimo Bellini, l’ultima opera di Puccini, “La Turandot” assente dal Teatro Massimo Bellini da ben 15 anni. In programma anche appuntamenti all’estero, a Seoul in aprile, dove il “maestro” metterà in scena la “Madame Butterfly”, allestimento che nasce dalla collaborazione tra il Festival Puccini di Torre del Lago – con cui Laganà ha spesso collaborato, non ultima l’edizione 2003 del festival – e l’International Opera di Seoul, e ancora Las Palmas in maggio, con l’allestimento della “Turandot” sempre in collaborazione con il Festival Puccini di Torre del Lago.


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