Il colpo risale al 9 gennaio scorso. Un 39enne ha prima rubato un furgone e l'indomani lo ha utilizzato, insieme a due complici, come ariete. Riuscendo a portare via otto biciclette. A incastrarlo le riprese video delle telecamere. Guarda il video
Giarre, spaccata e furto di bici per 34mila euro Individuato e arrestato dai carabinieri l’autore
I carabinieri della stazione di Giarre hanno arrestato un 39enne del posto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania per il reato di furto aggravato in concorso. L’indagato, aiutato da due complici in fase di identificazione, aveva pianificato tutto nei minimi particolari. Nel pomeriggio dell’8 gennaio scorso, lungo il viale Delle Province, a Giarre, prese di mira un furgone Iveco Daily di proprietà di una ditta di prodotti alimentari, il cui autista era intento a scaricare della merce. Proprio approfittando di questa circostanza e del fatto che il conduttore aveva lasciato le chiavi inserite nel quadro di accensione, salì a bordo, lo mise in moto e fuggi via.
Il medesimo veicolo intorno alle 3.30 del giorno successivo veniva utilizzato dai tre malviventi, di cui due a volto coperto e l’altro a volto scoperto, per eseguire la classica spaccata ai danni della rivendita di biciclette Grosso bici, al civico 1 di piazza Ungheria a Giarre, all’interno della quale furono rubate otto bici per un valore di circa 34mila euro.
Gli investigatori dell’Arma, acquisite le denunce del titolare dell’esercizio commerciale e dell’autista del furgone, hanno ricostruito l’intera dinamica dei furti collegati tra loro avvalendosi soprattutto delle immagini registrate dalle telecamere di video sorveglianza attive nelle zone d’interesse. A inchiodare l’odierno indagato lo scorrere delle immagini che lo vedono protagonista assoluto sia nel furto dell’autocarro circostanza dove agisce a viso scoperto e utilizzando come mezzo d’appoggio l’autovettura di proprietà del padre, che nell’occasione della spaccata. L’uomo, assolte le formalità di rito, è stato associato al carcere di Messina Gazzi.