«Non era un noioso pessimista come lo presentano a scuola, ma anzi era un ragazzino dall’indole vivace». Un Giacomo Leopardi per molti versi inedito quello che hanno conosciuto e raccontato nei loro libri due insegnanti in pensione di Sciacca, in provincia di Agrigento. Stefano Certa e Angela Marchica sono marito e moglie e insieme coltivano, […]
Foto di Casa Leopardi Recanati Pagina Ufficiale
Giacomo Leopardi e il sogno di insegnare in Sicilia: la relazione con l’Isola in uno studio
«Non era un noioso pessimista come lo presentano a scuola, ma anzi era un ragazzino dall’indole vivace». Un Giacomo Leopardi per molti versi inedito quello che hanno conosciuto e raccontato nei loro libri due insegnanti in pensione di Sciacca, in provincia di Agrigento. Stefano Certa e Angela Marchica sono marito e moglie e insieme coltivano, da oltre un decennio, la passione per uno dei più grandi scrittori della letteratura italiana. «I nostri libri sono nati dalla curiosità. Volevamo conoscere meglio l’intellettuale ma anche l’uomo Leopardi», raccontano a MeridioNews. Entrambi adesso gli danno del tu, e lo chiamano semplicemente “Giacomo“.
Un inedito Giacomo Leopardi

E di quel Giacomo hanno portato alla luce storie inedite, episodi poco conosciuti e un carattere e un’immagine diversi da quelli a cui la storiografia tradizionale ha abituato i lettori. «Abbiamo dedicato particolare attenzione agli aspetti più umani e personali, per stabilire noi per primi e consentirlo anche ai lettori un più forte rapporto emotivo con il poeta». Passato alla storia come pessimista cosmico, il Giacomo Leopardi che viene fuori dai libri di Certa e Marchica è molto altro rispetto a quello noto per le sue poesie. «A scuola i docenti – dicono senza mezzi termini – lo rendono insopportabilmente noioso agli occhi degli studenti». Lo sanno bene loro che le scuole le hanno frequentate per quarant’anni e, in qualche modo, continuano a farlo anche ora.
Non solo pessimismo cosmico

I due ex docenti, infatti, portano in giro per gli istituti scolastici siciliani le undici Operette morali raccolte nel volume Giacomo Leopardi – Scienza Filosofia e Teatro. «Le abbiamo selezionate, ridotte e adattate per favorire l’avvicinamento dei lettori contemporanei. Ed è stato meraviglioso – confidano – vederle recitare ai ragazzi delle scuole». Certa e Marchica sono convinti che il poeta possa essere anche di esempio ai giovani. «Non è vero che stava sempre a piangere e soffrire – affermano -. E più che pessimista era realista. Già a 14 anni aveva due gobbe, una davanti e una dietro; soffriva per andare in bagno e aveva problemi agli occhi. Eppure – sottolineo -, nonostante problemi di salute ed economici, era un uomo di grande volontà, non si è mai arreso. E ha perfino mantenuto uno spirito giovane». Altro falso mito sfatato nella biografia Leopardi e il suo mondo è che fosse un tipo solitario. «Ma quando mai? Aveva modi dolci e garbati, si faceva amare e aveva spesso gente a casa. Poi le sue lettere sono di una bellezza estrema».
Il rapporto con Tommaso Gargallo e la Sicilia
Tra queste, ce n’è anche una che testimonia il rapporto tra Giacomo Leopardi e un intellettuale siciliano dell’epoca: Tommaso Gargallo. Il poeta siracusano considerato il più importante traduttore di Orazio della sua epoca. Ma non solo, anche une appartenente al filone illuminista meridionale che era una sorta di assessora alla Cultura ante litteram. «Abbiamo ricostruito che i due si erano conosciuti tramite un’amica in comune. E sappiamo che Leopardi aveva molto apprezzato Gargallo», ricostruiscono Certa e Marchica. «”Non ha bisogno di presentazioni – scrive in una lettera all’amica che aveva fatto da ponte -. Si presenta da sé con la sua cultura». Tanto che quando Gargallo gli propone di venire in Sicilia a insegnare Eloquenza latina e italiana, Leopardi è costretto con rammarico a rinunciare a causa dei suoi gravi problemi di salute. «Ma scrive chiaramente che gli sarebbe piaciuto».
Da Sciacca a Recanati
Un legame tra la Sicilia e Leopardi che adesso potrebbe rintrecciare il filo tramite Certa e Marchica che hanno presentato i loro libri nella sala foschi del Centro nazionale di studi leopardiani a Recanati. La città (in provincia di Macerata, nella Marche) di Leopardi. «È stato un riconoscimento importante», affermano i coniugi saccensi. Che sono i primi biografi siciliani di Giacomo Leopardi che presentano i loro libri al Cnsl. «Ma la soddisfazione più grande è stata che tutte e due le nostre pubblicazioni sono state accolte con favore dalla famiglia Leopardi». Tanto che sono anche già entrate a fare parte della biblioteca moderna di Casa Leopardi e della biblioteca del Centro nazionale di studi leopardiani. «E sono in corso i primi contatti – anticipano – per un gemellaggio tra i Comuni di Sciacca e Recanati».