Giacinto Festival, a Noto l’evento sulle tematiche Lgbt + «Fare informazione: perché le differenze arricchiscono»

Alle sue strade lastricate fanno da cornice le antiche abitazioni dai colori tenui e dal beige inconfondibile. Noto offre diversi spunti, col centro storico che riporta i visitatori indietro in una Sicilia antica e nostalgica. Al suo aspetto retrò che la fa essere icona mondiale del barocco con il riconoscimento Unesco, la città del Siracusano associa il suo volto multiculturale con un’impronta di ampio respiro, dove l’aspetto vacanziero riesce anche a guardare anche ai diritti civili e alle tematiche d’inclusione. Località ambita dal turismo internazionale, Noto è diventata sempre più una meta immancabile nell’itinerario del turismo Lgbt + che negli anni è cresciuto, tanto da integrarsi con i residenti. In questo contesto si inserisce il Giacinto Festival. La kermesse, giunta alla sua ottava edizione, punta a divulgare e approfondire le tematiche legate al mondo Lgbt +. La manifestazione, che ha avuto inizio ieri e si concluderà stasera, è dedicata a Pier Paolo Pasolini. L’occasione è il centenario della nascita dell’intellettuale, che con le sue opere e nel vivere quotidiano ha cercato di fare emergere l’omosessualità senza mai occultarla o prendere le distanze.

L’autore e regista, morto assassinato nel 1975, è stato tra i primi intellettuali a portare alla ribalta pubblica la sua omosessualità. Oggi viene celebrato e ricordato, anche al Giacinto Festival insieme a una serie di iniziative pronte ad accendere il centro storico netino. L’ideatore dell’iniziativa è Luigi Tabita. Attore e operatore culturale, Tabita a MeridioNews sottolinea come in questi anni in cui si è svolto il Giacinto Festival la popolazione locale sia stata sempre più attenta al mondo Lgbt + e alle tematiche di inclusione. Ma il lavoro da fare resta. «Il festival è nato nel 2015 dalla volontà dell’amministrazione – spiega Tabita – L’obiettivo era quello di creare un evento che avesse un carattere differente dagli altri, incentrando molto sull’informazione e l’approfondimento culturale. A Noto negli ultimi dieci anni il turismo Lgbt + è cresciuto. Oltre alla sua bellezza, ha una posizione appartata, anche per questo piace molto».

L’amministrazione se ne accorge, così chiama Tabita. «L’assessora Cettina Raudino mi coinvolse – prosegue – Non è un festival dedicato soltanto a una certa fetta di pubblico, ma è aperto a tutti. La prima edizione è stata subito un boom di presenze». L’obiettivo proprio quello di sensibilizzare e far conoscere al pubblico tutte le realtà legate al mondo Lgbt. I temi affrontati sono diversi. Si studia il linguaggio, ma si affronta anche l’argomento Lgbt per esempio della terza età o quello legato alla disabilità. «Questo è solo il culmine di un percorso che, insieme a una squadra di esperti portiamo avanti tutto l’anno nelle scuole sia in provincia che fuori provincia – aggiunge Tabita – Cerchiamo di unire l’aspetto popolare ai contenuti scientifici con il supporto di sociologi, docenti universitari fino ai politici. Ci battiamo innanzitutto per l’utilizzo di un linguaggio pienamente inclusivo per scardinare una mentalità machista e patriarcale che è ancora presente». Le cause Lgbt + sono legate ad ambiti svariati. Oltre al patrocinio del Senato e Camera, il Giacinto Festival da quest’anno può contare sul patrocinio del parlamento europeo.

Nell’attesa che possa essere ridiscussa la legge che tratti i reati di omotransfobia in parlamento, si guarda con curiosità agli esiti delle prossime elezioni politiche. «Fino a che non ci saranno delle misure adeguate, abbiamo il dovere di sensibilizzare – osserva – Noto, oltre a essere attraente, ha una popolazione meravigliosa e accogliente. Dal canto nostro cerchiamo di dare maggiori strumenti per far conoscere ancora di più il mondo Lgbt +». Dare strumenti significa anche organizzare degli incontri dedicati agli albergatori così da poter accogliere i turisti: «senza il rischio che una coppia omosessuale possa essere fraintesa e senza l’imbarazzo di poter prendere una camera matrimoniale». Un turismo attratto da Noto, ma anche dalle spiagge che sono fuori dalla cittadina. Insieme a Mykonos (in Grecia) e la pugliese Gallipoli, Noto attrae tantissimi visitatori, che in questi due giorni potranno anche assistere alle iniziative del Festival. L’apertura è avvenuta ieri a palazzo Ducezio. All’interno della Loggia del Mercato il documentario Schifo o pietà? farà da sfondo agli eventi. In questo lavoro Pasolini intervista le italiane e gli italiani, da nord a sud, sul tema dell’omosessualità

Tra le iniziative ci sono: la rivalutazione delle periferie, aspetto fondante dell’idea pasoliana, con un progetto artistico di Oreste Monaco, in collaborazione con Sicily In Dedacay. Tra gli ospiti, il noto conduttore Costantino Della Gherardesca, la leader del movimento trans Porpora Marciano e il sindacalista Emilio Puccio, segretario generale dell’intergruppo sui diritti dei Minori del Parlamento Europeo: questi ultimi sono intervenuti all’interno dell’evento Linguaggio d’odio, dov’è stato affrontato il problema del linguaggio sui social e l’importanza del linguaggio inclusivo. È stato presentato il documentario Porpora, dedicato proprio a Porpora Marciano. Nella serata di oggi ci sarà il teatro forum curato Oliver Malcor. filosofo franco-olandese fondatore della compagnia Parteciparte, metterà in scena, insieme alle associazioni Lgbt +, storie di discriminazioni, e il pubblico della piazza potrà intervenire per provare a cambiare le storie oppressive. In serata sarà presentato il libro Tutto Pasolini con l’ospite Silvana Cirillo, docente di letteratura contemporanea presso l’Università La Sapienza di Roma, che è la co-curatrice del libro. A chiudere la seconda serata ci saranno le KarmaB, le drag queen impegnante nei diritti civili e protagoniste dei programmi Ciao Maschio su Rai1 e Propaganda Live, a La7. «Abbiamo un pubblico di affezionati di tutte le età. Noi continueremo a fare informazione e ad affermare che sono le differenze che ci arricchiscono, perché tutto è naturale – conclude Tabita – Soltanto parlandone si possono scardinare i pregiudizi. Purtroppo l’omofobia è trasversale, non è questione d’età, istruzione o classe sociale: noi insistiamo facendo informazione nelle scuole».


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