dissesto dimensioni eccezionali

Geologo incaricato rilievi: «A Niscemi dissesto di dimensioni eccezionali»

«Un fenomeno di proporzioni enormi, certamente una delle più grandi frane che io abbia mai visto in Italia in oltre trent’anni di carriera. Le stime preliminari parlano di molte decine, se non addirittura centinaia di milioni di metri cubi di materiale in movimento». Così il geologo Nicola Casagli tra i docenti e tecnici dell’Ateneo fiorentino che si sono recati a Niscemi per monitorare la frana. L’Università di Firenze opera dal 2005 come centro di competenza della Protezione civile nazionale, fornendo supporto tecnico-scientifico per le grandi emergenze legate a frane e vulcani.

A il Niscemi, il presidente del Centro per Protezione civile Unifi recatosi in Sicilia con il docente Giovanni Gigli e il tecnologo Tommaso Beni, racconta che «siamo stati attivati d’urgenza domenica sera, quando siamo stati avvisati che la Regione Sicilia necessitava di supporto per un movimento franoso iniziato a metà gennaio, ma aggravatosi drasticamente nella notte tra domenica e lunedì». Per comprendere l’estensione del dissesto, il team ha effettuato sorvoli in elicottero, sopralluoghi diretti e rilievi con droni. Casagli ha poi illustrato la situazione al presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Importante dissesto idrogeologico

Secondo il docente il dissesto di dimensioni eccezionali che ha colpito Niscemi non significa una crescente vulnerabilità del territorio. Fenomeni analoghi, sebbene talvolta di entità minore, si sono già verificati nella zona nel 1790 e nel 1997, a testimonianza della ciclicità di questi eventi.

«Tuttavia – ammette – il dissesto avvenuto a Niscemi non ha mostrato segnali precursori evidenti, rendendo la previsione estremamente difficile. Nelle mappe di pericolosità delle Autorità di bacino distrettuali italiane esistono circa 650mila aree a rischio per frane e alluvioni. La strategia più saggia in questi casi sarebbe la delocalizzazione, spostando e ricostruendo in zone sicure, anche se tale percorso è estremamente complicato dal punto di vista sociale ed economico».

«Una volta stabilizzato questo arretramento – conclude – sarà necessario intervenire sulle argille sottostanti per drenare l’acqua, poiché è proprio l’acqua l’elemento che alimenta e muove queste grandi masse di terreno. Il nostro obiettivo attuale è monitorare costantemente il territorio per individuare eventuali nuovi segnali di movimento e intervenire dove possibile per mitigare il rischio».


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Nuovo approfondimento della nostra rubrica astrologica con l’oroscopo della settimana dal 13 al 19 aprile 2026. Che vede i segni di fuoco – Ariete, Leone e Sagittario – fin troppo presi dalle cose da fare, brillanti e pieni di energia e fascino. I segni di terra – Toro, Vergine e Capricorno – sono in fase […]

La settimana dal 6 aprile 2026 pare portare significati di rinascita, con l’oroscopo coerente al periodo pasquale. I segni di fuoco – Ariete, Leone e Sagittario – beneficiano a piene mani di queste nuova voglia di vivere e rinnovarsi. I segni di terra – Toro, Vergine e Capricorno – sembrano risolvere uno dopo l’altro gli […]

Ad aprile non si dorme mica, parola dell’oroscopo del mese 2026. Per quanto possa essere dolce, in quesi giorni i segni d’aria – Gemelli, Bilancia e Acquario – rinascono con Urano favorevole. I segni di terra godranno dei favori di Venere e della Luna, quindi amore e sentimento per Toro, Vergine e Capricorno. I segni […]

Se negli ultimi anni l’agricoltura ha puntato molto sull’innovazione in campo, una delle sfide oggi più importanti riguarda ciò che accade dopo la produzione: trasformazione, lavorazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Ed è proprio sui passaggi della filiera agroalimentare che interviene il bando SRD13 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, […]