Gela, medico in pensione e il reparto deve chiudere Messinese: «So che l’Asp sta cercando il sostituto»

Il medico va in pensione e il reparto chiude. Dopo il caso dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, che per settimane ha dovuto interrompere il servizio di interruzione di gravidanza a causa dell’entrata in quiescenza dell’unico ginecologo non obiettore di coscienza, tocca al Vittorio Emanuele di Gela dover fare i conti con la penuria di dottori. Stavolta a risentirne è il ramo delle malattie infettive, che stamattina ha portato il personale paramedico che si riconosce nella sigla sindacale Nursind a protestare.

I sanitari hanno denunciato il presunto «immobilismo da parte della direzione generale dell’Asp di Caltanissetta e del sindaco Domenico Messinese davanti alla politica scellerata di depotenziamento della sanità». A replicare ai lavoratori, è lo stesso primo cittadino. «Mie responsabilità? Da che sono sindaco ho cercato più volte di stimolare una maggiore attenzione verso l’ospedale – dichiara Messinese a MeridioNews – ma proprio in questo caso non mi sento di attaccare l’Asp. È vero, da alcune settimane c’è un problema di organico che ha portato i dirigenti dell’Azienda sanitaria a gestire il reparto come day hospital, ma è stato già pubblicato il bando per trovare il sostituto e quindi non rimane che attendere».

Per il sindaco, semmai, bisognerebbe estendere la riflessione. «Se basta un medico che va in pensione per creare disagi significa che una struttura è stata dimenticata nel corso degli anni – sottolinea Messinese – ma queste colpe vanno rintracciate nel Pd, che qui ha amministrato in passato. Per quanto riguarda il casto attuale, spero possa rientrare a breve. D’altronde chiedere una distribuzione dei medici tra Caltanissetta e Gela significherebbe ritrovarsi con due reparti a mezzo servizio». Il reparto Malattie infettive al momento sarà attivo soltanto nel capoluogo nisseno.


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Il primo cittadino commenta la situazione dell'ospedale Vittorio Emanuele, che da settimane si trova senza specialisti in malattie infettive. In mattinata a protestare era stato il personale paramedico, che ha accusato i vertici dell'Azienda sanitaria e lo stesso sindaco di «immobilismo davanti al depotenziamento della sanità»

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