Gela, M5s contro Razza dopo chiusura terapia intensiva «Focolaio? Quel reparto andava potenziato da tempo»

«Andava potenziata da tempo la dotazione di personale al Vittorio Emanuele di Gela, come avevamo più volte chiesto all’assessore Razza fuori dalle emergenze. Ma non abbiamo mai avuto risposta e adesso assistiamo a un fallimento annunciato». Parole dure da parte del Movimento 5 stelle nei confronti del governo Musumeci, dopo la notizia della chiusura del reparto di terapia intensiva nell’ospedale di Gela in seguito alla scoperta di un focolaio di Covid. A prendere posizione è la deputata regionale gelese Ketty Damante. «L’ospedale di resta privo di un reparto di terapia intensiva, con sette pazienti trasferiti a Caltanissetta, mentre nel comprensorio che abbraccia anche Niscemi e Mazzarino restano in servizio, in totale, solo quattro anestesisti, per coprire tutte le emergenze». 

Per i cinquestelle, una situazione come quella emersa al Vittorio Emanuele andava anticipata, con assunzioni che avrebbero garantito il mantenimento del servizio. «È chiaro anche a chi non è esperto – prosegue Damante – che l’anestesista serve nei casi gravi, dove può essere compromessa la vita del paziente. Chi si rivolge al Pronto Soccorso deve poter trovare professionalità adeguate, senza dover magari attendere l’arrivo dell’elicottero che, come ampiamente dimostrato, non è sempre garantito. Ebbene, da oggi tutto questo a Gela, Niscemi e Mazzarino non potrà essere garantito e i pazienti gravi verranno dirottati a Caltanissetta. Diventerà un viaggio della speranza, con notevoli disagi per i pazienti e per i familiari».

Damante ha depositato un atto per chiedere un’ispezione urgente da parte della commissione Salute dell’Assemblea regionale siciliana.


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