Furti di rame, banda specializzata nella pesca all’oro rosso Dieci misure cautelari: ingenti danni e interi comuni al buio

In pochi mesi hanno messo a segno quasi una sessantina di colpi, non solo nel furto del rame, ma anche ai danni di semplici cittadini e ipermercati per un bottino stimato in circa 600 mila euro. E, al di là del valore della merce trafugata, l’attività della banda ha arrecato non pochi disagi alla collettività: interi quartieri e, in alcuni casi, persino piccoli centri abitati sono rimasti completamente al buio per ore. In manette è finita un agguerrito gruppo criminale specializzato in furti di rame, sgominato dai carabinieri della compagnia di Cefalù, su ordine del gip di Termini Imerese, nell’ambito dell’operazione denominata Red Gold. Dieci, in totale, le misure cautelari eseguite (9 arresti domiciliari e un obbligo di dimora a Palermo) a carico degli appartenenti del gruppo criminale accusato di numerosi furti di oro rosso e in abitazione, non solo nel Palermitano, ma anche in altre province siciliane (Trapani, Agrigento, Enna e Caltanissetta).

A dare impulso alle indagini, scaturite nel febbraio del 2017 e durate 12 mesi, una serie di raid portati a termine lungo la fascia costiera tra Cefalù, Finale di Pollina e Campofelice di Roccella a società di distribuzione di energia. «I militari, nel corso di un controllo alla circolazione stradale, hanno individuato due soggetti, Salvatore Renda e Antonino Alvarez, come potenziali esecutori dei furti – ha rivelato il comandante della compagnia di Cefalù, il capitano Leonardo Bricca – Da quel momento in poi, in due sono stati monitorati costantemente per mezzo di intercettazioni, video e pedinamenti grazie ai quali è stato possibile ricostruire l’intero sodalizio criminale composto da dieci persone, tutte originarie di Palermo e con precedenti specifici».

L’indagine ha consentito di far luce su 50 furti di rame (la maggior parte effettuati sui tralicci della pubblica illuminazione) e la conseguente ricettazione di circa 6 tonnellate di oro rosso. La loro esperienza in materia di furti di oro rosso li aveva portati a ‘brevettare’ una canna da pesca con una tronchesina posta sull’estremità, costruita per raggiungere i cavi dell’alta tensione e tranciarli senza correre alcun pericolo. I danneggiamenti arrecati alla società nel settore della distribuzione dell’energia sono notevoli: «Oltre 300 mila euro di guasti, più i costi relativi al recupero dei tralicci poi sostituiti non più con il rame, ma con l’alluminio per scongiurare altri furti». Non solo furti di rame: questa banda era dedita anche ad altro genere di crimini. «La banda era specializzata nei reati contro il patrimonio in generale – ha proseguito Bricca – Effettuavano furti di rame per la maggior parte dei casi, ma persino colpi in abitazione. Anche questi episodi sono stati scoperti, così come altri quattro furti effettuati ai danni di due ipermercati Leroy Merlin di Palermo a seguito dei quali erano stati ricettati attrezzi agricoli e refurtiva varia per circa 200 mila euro».

Ai domiciliari, per un totale di 59 capi d’imputazione, sono finiti Antonino Alvarez, 24 anni, Salvatore Renda, 29 anni, Giuseppe Giuliano, 29 anni, Francesco Briamo, 40 anni, Pietro Lo Casto, 27 anni, Carmelo Di Stefano, 56 anni, Marco Algeri, 46 anni, Damiano Algeri, 26 anni, Davide Ferrante, 24 anni; obbligo di dimora a Palermo per Girolamo Alvarez, 62 anni. Un fenomeno diffuso quello dei furti di rame: la Sicilia, in base ai dati elaborati dal Viminale, ha guadagnato il primo posto a livello nazionale raggiungendo, da sola, il 20 per cento dei raid finalizzati a depredare l’oro rosso. Pochi giorni fa è partito l’Action Day, iniziativa promossa da Europol, alla quale hanno aderito 12 stati membri dell’Unione europea, compresa l’Italia, finalizzata a dare impulso alle attivita’ di prevenzione e contrasto dei furti di rame.


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